La fatturazione elettronica è stata introdotta in Perù nel 2010, seguendo la tendenza dei controlli sulle transazioni continue (CTC) nei Paesi dell’America Latina per una più efficiente riscossione delle imposte sui consumi. Da allora, il governo ha varato misure per includere un numero significativo di contribuenti nel regime di fatturazione elettronica obbligatoria del Paese e per far progredire nuove strutture tecniche e istituzionali nell’ambito del Sistema di Emissioni Elettroniche (SEE – Sistema de Emisión Electrónica).

Il giugno 2022 ha segnato il termine ultimo per includere l’ultimo gruppo di contribuenti nel mandato di fatturazione elettronica del Paese. Tuttavia, il governo continua a espandere il suo sistema, con l’ultimo aggiornamento proposto da una bozza di risoluzione che introduce importanti modifiche al documento di trasporto elettronico peruviano, la Guía de Remisión electronica – GRE.

Modifiche al documento di trasporto elettronico

L’autorità fiscale peruviana (SUNAT) ha pubblicato il 2 giugno 2022 una bozza di risoluzione che introduce modifiche al GRE, il documento di trasporto elettronico che deve essere emesso in relazione alle fatture (comprobantes de pagos) per il controllo delle merci sottoposte a trasporto. Il GRE è fondamentale solo quando le merci sono in transito, ma è un documento comunemente conservato dalle aziende per mantenere i controlli interni sulle merci trasportate.

La nuova bozza di risoluzione mira a regolamentare ulteriormente l’emissione del documento di trasporto elettronico, introducendo diverse modifiche, principalmente per ottimizzare il controllo delle merci ed eliminare l’uso della carta.

Tra le numerose modifiche introdotte dalla bozza, le principali sono:

Cosa significa per i contribuenti

I contribuenti devono essere pronti a emettere i GRE remitente e transportista esclusivamente attraverso i propri sistemi utilizzando un fornitore di software (PSE – proveedores de servicios electrónicos) o il portale SUNAT. Questo requisito potrebbe avere un impatto notevole sui contribuenti che emettono regolarmente un gran numero di GRE attraverso il canale dell’operatore di servizi elettronici, il SEE-OSE (Operador de Servicios Electrónicos).

Il cambiamento di maggior impatto, tuttavia, è che i contribuenti solo potranno utilizzare il GRE come documento di supporto per il trasporto di merci. In base alla normativa vigente, oltre al GRE, per supportare il trasporto di merci si possono utilizzare anche la factura guía e la liquidacion de compras, che sono fatture regolari con informazioni aggiuntive sul trasporto. L’emissione della guía factura è una pratica comune in quanto comporta la generazione di un unico documento che serve sia per la transazione di vendita che per il trasporto. Tuttavia, la bozza di risoluzione consente l’uso del GRE solo a questo scopo.

L’introduzione del codice QR rappresenta l’approccio del governo a un metodo di controllo moderno ed efficiente. Il codice bidimensionale viene generato dal SUNAT una volta che il CDR (constancia de recepción) acquisisce lo stato di accettazione e può essere presentato sia in formato digitale che cartaceo.

Sebbene i contribuenti possano ancora supportare il trasporto fornendo il proprio numero di registrazione (RUC), la serie e il numero GRE, si prevede che il codice QR diventerà il metodo principale per supportare il transito e il RUC sarà utilizzato solo come metodo di emergenza.

È stato inoltre introdotto un nuovo tipo di documento di trasporto elettronico. La guía de remisión por evento può essere emessa solo attraverso il portale SUNAT e serve a integrare una GRE precedentemente emessa in caso di eventi imprevedibili non imputabili all’emittente. In questi casi, la normativa vigente sostiene il trasferimento con lo stesso documento. La bozza di risoluzione, tuttavia, richiede che venga emesso il GRE por evento prima di riavviare il trasporto delle merci.

Un’altra modifica di cui i contribuenti devono essere consapevoli, in quanto potrebbe dare origine a scenari complessi, è la creazione di un nuovo catalogo di unità di misura applicabile solo ai GRE, che si trova nell’Allegato III. I cataloghi di unità di misura già esistenti per tutte le altre fatture non si applicheranno al GRE, il che è destinato a causare una mancanza di uniformità poiché lo stesso concetto utilizzerebbe due cataloghi diversi.

Date di lancio

La bozza di risoluzione fissa al 13 luglio 2022 la data di entrata in vigore, quando i contribuenti che già rientrano nel campo di applicazione del GRE potranno iniziare a emettere attraverso i canali appropriati e iniziare volontariamente a utilizzare il codice QR come supporto per il trasporto.

Tuttavia, fino al 30 settembre 2022, i contribuenti possono eccezionalmente emettere GRE remitente attraverso il SEE-OSE, considerando le condizioni e i requisiti in vigore prima della pubblicazione della risoluzione. La bozza stabilisce anche un elenco di alcuni contribuenti (emittenti e trasportatori) che diventeranno obbligati a emettere il GRE e le date corrispondenti, nell’Allegato X, in base ai tipi di contribuenti e alle merci trasportate, a partire dal 1° gennaio 2023.

Qual è il passo successivo?

Trattandosi di una bozza di risoluzione, le modifiche diventeranno definitive solo con la pubblicazione ufficiale della versione finale della risoluzione. Tuttavia, con l’avvicinarsi del 13 luglio 2022, la risoluzione dovrebbe essere pubblicata nelle settimane successive. Pertanto, i contribuenti che hanno già l’obbligo di emettere i GRE devono essere pronti a conformarsi ai nuovi obblighi entro un mese.

Il SUNAT accetta commenti alla bozza di risoluzione, che possono essere inviati via e-mail fino al 16 giugno 2022, al seguente indirizzo: RPATRICI@sunat.gob.pe.

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Rivolgetevi al nostro team se avete domande sui più recenti requisiti di fatturazione elettronica in Perù. Sovos ha più di dieci anni di esperienza nel mantenere i clienti al passo con i mandati di fatturazione elettronica in tutto il mondo.

In linea con gli obblighi stabiliti dalla Direttiva europea 2014/55 sulla fatturazione elettronica negli appalti pubblici, il Belgio ha introdotto il mandato per gli enti pubblici di ricevere ed elaborare fatture elettroniche nel 2019.

Per Bruxelles, le Fiandre e la Vallonia l’iniziativa è andata oltre il minimo richiesto dalla direttiva UE e ha introdotto l’obbligo di emettere fatture elettroniche anche per i fornitori degli enti pubblici di queste regioni.

Con le recenti modifiche legislative, il Belgio si sta preparando a estendere l’obbligo di fatturazione elettronica a un numero ancora maggiore di imprese, introducendo l’obbligo di fatturazione elettronica nel settore B2B.

La fatturazione elettronica negli appalti pubblici

Il 31 marzo 2022, la Gazzetta Ufficiale belga ha pubblicato il Decreto Reale del 9 marzo 2022, che intende estendere l’obbligo di emettere fatture elettroniche a tutti i fornitori delle istituzioni pubbliche nel contesto degli appalti pubblici e dei contratti di concessione.

Come già accennato, tale obbligo era già presente in diverse regioni, tra cui Bruxelles, le Fiandre e la Vallonia, ma ora il mandato riguarda i fornitori degli enti pubblici di tutte le regioni. Le date relative all’emissione di fatture elettroniche negli appalti pubblici, in base al loro valore, sono:

Sono esenti solo gli appalti pubblici e le concessioni il cui valore stimato è inferiore o uguale a 3.000 euro, IVA esclusa.

La fatturazione elettronica nel settore privato

Come riportato in precedenza da , le autorità belghe hanno manifestato l’ambizione di andare oltre la fatturazione elettronica B2G. L’11 maggio 2022, la Camera dei Rappresentanti del Belgio ha pubblicato un progetto di legge che modifica la legge del 2 agosto 2002 sulla lotta ai ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, modificata da ultimo dalla legge del 28 maggio 2019, con l’obiettivo di implementare la fatturazione elettronica tra aziende private (B2B).

La motivazione alla base della proposta è la necessità di consentire alle aziende di investire nella fatturazione elettronica, dopo aver già sostenuto la digitalizzazione della fatturazione nel settore B2G. I vantaggi che ne derivano sono un processo di fatturazione molto più rapido, più sicuro e che riduce al minimo il rischio di errori e di dati mancanti.

Inoltre, le possibilità di frode diminuiranno e la protezione della privacy aumenterà, senza la necessità di un intervento umano nel processo di fatturazione.

Infine, si sottolinea l’aspetto ambientale relativo al minor consumo di carta. In termini di guadagno finanziario, come calcolato dal Servizio di semplificazione amministrativa (DAV), la completa digitalizzazione delle fatture in Belgio potrebbe ridurre gli oneri amministrativi di 3,37 miliardi di euro.

In base al progetto di legge, le aziende (ad eccezione delle microimprese) saranno obbligate a inviare le loro fatture in forma elettronica strutturata (in linea con lo standard europeo per la fatturazione elettronica EN 16931-1:2017 e CEN/TS 16931-2:2017), nonché a ricevere ed elaborare le fatture in forma elettronica.

La proposta di legge non descrive il coinvolgimento di una piattaforma di compensazione centralizzata, né la comunicazione dei dati delle fatture elettroniche alle autorità fiscali. Al momento, quindi, non vi è alcuna indicazione formale che il mandato proposto sarà concepito come un sistema di fatturazione elettronica a controllo continuo delle transazioni (CTC), tuttavia è possibile che il sistema si evolva per collegarsi a PEPPOL.

La legge entrerà in vigore il 1° gennaio 2025 per quanto riguarda le PMI, garantendo così alle aziende un tempo adeguato per prepararsi alla transizione. Per quanto riguarda le grandi imprese, si prevede che la fatturazione elettronica obbligatoria sarà presente dal gennaio 2024. Inizialmente la data per i grandi contribuenti era il luglio 2023 e per i piccoli contribuenti il 2024, quindi molto probabilmente queste date saranno posticipate.

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Nel 2019 il governo portoghese ha emanato il Decreto Legge n. 28/2019, che introduce una riforma completa delle norme relative all’emissione, all’elaborazione e all’archiviazione delle fatture, con l’obiettivo principale di implementare la fatturazione elettronica, semplificare la conformità per i contribuenti e ridurre il divario dell’IVA.

L’ampliamento dell’ambito dei soggetti obbligati a utilizzare un software di fatturazione certificato dall’Autorità fiscale portoghese, l’inclusione di un codice QR e di un codice numerico univoco sequenziale (ATCUD – código único de documento) e i requisiti di integrità e autenticità più rigorosi per l’emissione di fatture e altri documenti fiscali rilevanti sono stati alcuni dei mandati di maggiore impatto introdotti da questa legge.

Tuttavia, molti contribuenti hanno avuto difficoltà a conformarsi ai nuovi requisiti. Per questo motivo, l’autorità fiscale ha ritardato l’avvio di diverse componenti del decreto, alcune delle quali devono ancora essere attuate.

In una recente decisione ministeriale del 26 maggio 2022, il traguardo per l’attuazione del requisito più rigoroso di integrità e autenticità, punto focale di questo articolo, è stato spostato ancora una volta, ora al 1° gennaio 2023.

Il requisito di integrità e autenticità più rigoroso

Il Decreto del 2019 ha stabilito che per garantire il rispetto dei requisiti di autenticità e integrità delle fatture elettroniche e di altri documenti fiscali rilevanti (ai sensi dell’articolo 233 della Direttiva IVA 2006/112/CE), i contribuenti devono utilizzare una firma elettronica qualificata, un sigillo elettronico qualificato (QES) o un sistema di scambio elettronico di dati (EDI) con misure di sicurezza secondo il Modello di Accordo EDI europeo. Questa modifica è importante in quanto limita la scelta dei metodi di conformità generalmente riconosciuti all’interno dell’UE a uno solo tra QES ed EDI.

Per raggiungere questo obiettivo, il Decreto ha stabilito che i contribuenti potranno utilizzare le firme o i sigilli elettronici avanzati precedentemente accettati (il livello inferiore di sicurezza della firma) solo fino al 31 dicembre 2020. Dopo tale data, tutte le fatture dovranno incorporare una firma o un sigillo qualificato o essere emesse tramite EDI.

Quando è la nuova scadenza?

La scadenza originaria per l’attuazione dei requisiti di integrità e autenticità più severi è stata rinviata più volte. Il primo rinvio è stato disposto da Despacho n. 437/2020-XXII del 9 novembre 2020 del Segretario di Stato per le questioni fiscali (SEAF – Secretário de Estado dos Assuntos Fiscais). In base a ciò, le fatture in formato PDF senza QES sarebbero state accettate fino al 31 marzo 2021 e considerate fatture elettroniche a tutti gli effetti fiscali.

Da allora, il mandato è stato rinviato altre quattro volte, l’ultima delle quali il 26 maggio 2022, con Despacho n. 49/2022-XXIII del SEAF. In base a questa legge, le fatture in formato PDF prive di specifiche misure di sicurezza devono essere riconosciute come fatture elettroniche agli effetti fiscali fino al 31 dicembre 2022, invece della data precedentemente stabilita, il 30 giugno 2022.

Pertanto, a partire dal 1° gennaio 2023, i contribuenti che rientrano nel Decreto Legge n. 28/2019 devono soddisfare l’obbligo di garantire l’autenticità e l’integrità applicando una Firma Elettronica Qualificata/Sigillo o utilizzando “EDI by-the-book” (EDI secondo il Modello Europeo di Accordo EDI).

Ulteriori requisiti in arrivo

Oltre ai requisiti più severi di autenticità e integrità, i contribuenti devono essere pronti a rispettare altri nuovi obblighi di fatturazione in corso in Portogallo. Il 1° luglio 2022, per le transazioni B2G sarà obbligatorio utilizzare esclusivamente fatture elettroniche strutturate in formato CIUS-PT. L’obbligo di fatturazione elettronica B2G è già in fase di attuazione attraverso un’implementazione graduale. Il 1° luglio 2022 sarà completata e diventerà obbligatoria per le piccole e medie imprese e le microimprese. Inoltre, l’inclusione del codice ATCUD nelle fatture e in altri documenti di rilevanza fiscale, anch’essa precedentemente rinviata, diventerà obbligatoria il 1° gennaio 2023.

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Da quando, nel 2019, l’Italia è diventata il primo Paese dell’UE a rendere obbligatoria la fatturazione elettronica attraverso un processo di autorizzazione, ha mantenuto un ritmo costante nel migliorare il suo sistema di controllo continuo delle transazioni (CTC) per colmare le lacune nella conformità all’IVA.

Negli ultimi anni, Italy ha gradualmente ampliato il suo sistema introducendo diversi mandati. I seguenti cambiamenti riflettono gli sforzi del governo per risolvere le questioni in sospeso e affermare meccanismi di controllo di più ampia portata per ottenere un sistema efficiente e completo.

Le modifiche elencate di seguito entrano in vigore il 1° luglio 2022, alcune sono già disponibili su base volontaria e altre prevedono un breve periodo di tolleranza per l’adeguamento.

Segnalazione obbligatoria delle fatture transfrontaliere attraverso lo SDI

Con il pensionamento del sistema di comunicazione fiscale Esterometro, i contribuenti italiani dovranno comunicare a tutte le operazioni transfrontaliere attraverso il Sistema di Interscambio (SDI). Poiché la liquidazione delle fatture transfrontaliere non rientra nell’ambito di applicazione del sistema CTC italiano, si tratta di un chiaro passo verso la centralizzazione.

I contribuenti possono continuare a scambiarsi le fatture in qualsiasi modo concordato, compreso il formato FatturaPA. La rendicontazione, tuttavia, deve essere effettuata attraverso lo SDI utilizzando il formato FatturaPA. Questo è facoltativo dal gennaio 2022.

Nuovi contribuenti nel campo di applicazione del mandato di fatturazione elettronica

L’Italia ha recentemente ampliato l’ambito di applicazione del mandato per la fatturazione elettronica coinvolgendo nuovi gruppi di contribuenti:

È stato stabilito un breve periodo di grazia dal 1° luglio 2022 al 30 settembre 2022. Durante questo periodo questi contribuenti potranno emettere fatture elettroniche entro il mese successivo a quello in cui hanno effettuato la transazione senza che vengano applicate sanzioni.

Il nuovo mandato prevede anche che le microimprese con ricavi o corrispettivi fino a 25.000 euro all’anno siano tenute a emettere e liquidare le fatture elettroniche con lo SDI, ma ciò inizierà solo a gennaio 2024.

Fatturazione elettronica obbligatoria tra Italia e San Marino

A seguito del mandato della CTC italiana, l’Italia e San Marino hanno avviato le trattative per consentire lo scambio di fatture tra i due Paesi attraverso il più moderno sistema basato sulla clearance, che prevede che i contribuenti di emettano e compensino le fatture elettroniche utilizzando il formato FatturaPA. Questo è stato stabilito creando un modello “a quattro angoli” con lo SDI italiano come punto di accesso per i contribuenti italiani e la piattaforma HUB-SM come controparte dello SDI da parte di San Marino.

Il mandato riguarda la vendita di beni spediti a San Marino per i contribuenti residenti, stabiliti o identificati in Italia. Per le vendite di beni in Italia, gli operatori economici devono emettere una fattura elettronica con identificazione attribuita dalla Repubblica di San Marino. Un effetto significativo di questo mandato è la fine degli obblighi di comunicazione tramite Esterometro.

La fase di transizione volontaria è iniziata nell’ottobre 2021.

Prepararsi al cambiamento

L’inizio del secondo semestre del 2022 porterà cambiamenti significativi e i contribuenti hanno poco tempo per adeguarsi all’avvicinarsi di luglio. Capire come questi nuovi requisiti possono influenzare la vostra azienda vi garantirà la conformità ed eviterà inutili errori.

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Il sistema di fatturazione elettronica dell’Arabia Saudita si sta sviluppando in due fasi; i requisiti della seconda fase differiscono da quelli della prima. La prima fase è iniziata il 4 dicembre 2021 per tutti i soggetti passivi residenti. La seconda fase sarà avviata il 1° gennaio 2023 e non è ancora stato reso noto il gruppo di contribuenti interessati. Tuttavia, l’Autorità per la Zakat, le imposte e le dogane (ZATCA) ha compiuto notevoli progressi nell’avviare la fase 2.

Lancio del portale di fatturazione elettronica

La fase 2 introdurrà un regime di controllo continuo delle transazioni (CTC) in cui le fatture elettroniche, le note di credito e di debito elettroniche saranno trasmesse alla piattaforma ZATCA in tempo reale. Per le fatture B2B è previsto un regime di compensazione, mentre le fatture B2C devono essere segnalate alla piattaforma dell’autorità fiscale entro 24 ore dall’emissione. Pertanto, ci si aspettava che la ZATCA introducesse la sua piattaforma di fatturazione elettronica ben prima del lancio della fase 2.

Come previsto, la ZATCA ha recentemente annunciato il lancio di un portale per gli sviluppatori di fatturazione elettronica (Sandbox). Gli utenti utilizzeranno la Sandbox per simulare l’integrazione con la piattaforma di ZATCA e potranno accedere ai dettagli sulle API e su altri requisiti attraverso questa piattaforma previa registrazione.

Modifiche proposte alle norme sulla fatturazione elettronica

Lo ZATCA ha proposto specifiche modifiche alle norme sulla fatturazione elettronica. Le modifiche proposte sono in fase di consultazione pubblica e le parti interessate possono inviare il loro feedback fino al 10 giugno 2022.

Le modifiche mirano a chiarire alcuni requisiti (ad esempio, timbro crittografico, hash, contatore, ecc.) piuttosto che introdurne di nuovi.

I prossimi passi

Le ultime modifiche chiarificatrici alle norme sulla fatturazione elettronica sono in corso e il portale per gli sviluppatori è stato lanciato. Si attende ora l’annuncio da parte della ZATCA dei gruppi di contribuenti che rientrano nell’ambito del mandato e si prevede che ciò avvenga almeno sei mesi prima della data di entrata in vigore. Poiché la ZATCA ha in programma la fase 2, ci saranno tempistiche diverse per i vari gruppi di contribuenti. Ci aspettiamo queste informazioni nei prossimi mesi.

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La Romania sta introducendo un sistema di trasporto elettronico obbligatorio a partire dal 1° luglio 2022 per monitorare il trasporto di determinate merci sul territorio nazionale, un’iniziativa che opererà in parallelo con il sistema di controllo continuo delle transazioni (CTC) recentemente lanciato per la fatturazione elettronica.Ciò significa che tra poco più di un mese l’emissione di un documento di trasporto elettronico sarà obbligatoria per il trasporto di determinate merci all’interno della Romania. In questo blog troverete le risposte alle domande più frequenti relative a questo nuovo sistema.

Quali trasporti sono inclusi nell’ambito di applicazione?

Il sistema rumeno di trasporto elettronico monitora il trasporto di merci sul territorio nazionale classificate come ad alto rischio dal punto di vista fiscale.

Questo include quanto segue:

Oltre al tipo di trasporto, le categorie di veicoli stradali che rientrano nel campo di applicazione sono state recentemente pubblicate in una bozza di ordine dall’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione Fiscale (ANAF) come segue:

Il trasporto di merci ad alto rischio fiscale non sarà dichiarato nel sistema di trasporto elettronico della Romania se il trasporto non rientra nell’ambito descritto sopra.

Quali sono i prodotti ad alto rischio fiscale che devono essere dichiarati nel sistema di trasporto elettronico della Romania?

L’ANAF aveva già stilato un elenco di prodotti ad alto rischio fiscale e ha utilizzato gli stessi criteri per determinare l’ambito di applicazione del sistema di fatturazione elettronica (E-Factura). Sebbene tale elenco sia parzialmente sovrapponibile a quello del sistema di trasporto elettronico, vi sono delle differenze.

Le categorie di prodotti ad alto rischio fiscale per il sistema di trasporto elettronico sono le seguenti:

  1. Ortaggi, piante, radici e tuberi, prodotti alimentari
  2. Frutti commestibili; bucce di agrumi o meloni
  3. Bevande, liquori e aceto
  4. Sale; zolfo; terre e pietre; gesso, calce e cemento.
  5. Indumenti e accessori di abbigliamento a maglia o all’uncinetto
  6. Abbigliamento e accessori di abbigliamento, diversi da quelli a maglia
  7. Calzature, ghette
  8. Ghisa, ferro e acciaio

Se il trasporto comprende sia merci ad alto rischio fiscale sia altre merci che non rientrano nella categoria ad alto rischio fiscale, l’intero trasporto deve essere dichiarato nel sistema rumeno di trasporto elettronico.

Come funziona il sistema di trasporto elettronico?

Sarà operativo attraverso lo Spazio Privato Virtuale (SPV), che è il portale delle autorità fiscali utilizzato per scopi fiscali, compreso il sistema rumeno di fatturazione elettronica. Il sistema può essere utilizzato tramite API o tramite un’applicazione gratuita fornita dal Ministero delle Finanze.

Secondo il regolamento, i contribuenti dichiareranno il trasporto trasmettendo un file XML nel sistema di trasporto elettronico al massimo tre giorni di calendario prima dell’inizio del trasporto, in anticipo rispetto allo spostamento delle merci da un luogo all’altro. Dopo la trasmissione, il sistema eseguirà alcuni controlli (struttura, sintassi e semantica) e il Ministero delle Finanze apporrà la propria firma per confermare la ricezione della dichiarazione.

Il sistema genererà un codice univoco (codice ITU) se il file XML è conforme ai requisiti e lo metterà a disposizione del contribuente in un file di archivio zip con la firma del Ministero delle Finanze. Questo codice deve accompagnare le merci in formato fisico o elettronico con il documento di trasporto per consentire alle autorità competenti di verificare la dichiarazione e le merci durante il viaggio.

Il codice ITU è valido per cinque giorni di calendario, a partire dalla data dichiarata di inizio del trasporto. È vietato utilizzare il codice UIT una volta scaduto.

Quali informazioni devono essere inviate al sistema di trasporto elettronico?

La dichiarazione comprenderà quanto segue:

Quali sono le multe?

Il mancato rispetto delle norme relative al sistema di trasporto elettronico comporterà una multa di 50.000 Leu (circa 10.000 euro) per le persone fisiche e di 100.000 Leu (circa 20.000 euro) per le persone giuridiche. Inoltre, il valore delle merci non dichiarate sarà confiscato.

Cosa succederà in seguito?

La maggior parte dei regolamenti è stata finalizzata, ma il processo di approvazione della bozza di ordinanza recentemente pubblicata, la documentazione tecnica, le API e il sito web del sistema di trasporto elettronico non sono ancora disponibili per i contribuenti.Poiché l’obbligatorietà del sistema è prevista per il 1° luglio 2022, le imprese rumene devono prepararsi all’implementazione all’ultimo minuto, una volta pubblicata la documentazione mancante, oppure aspettarsi un rinvio.

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I Paesi dell’Europa dell’Est stanno adottando nuove misure per l’implementazione di sistemi di controllo continuo delle transazioni (CTC) al fine di ridurre il gap IVA e combattere le frodi fiscali. Questo blog fornisce informazioni sugli ultimi sviluppi in diversi Paesi dell’Europa dell’Est, che possono contribuire alla creazione di sistemi CTC in altri Paesi europei e non solo.

Polonia

Come annunciato in precedenza, il 1° gennaio 2022 i contribuenti hanno potuto emettere fatture strutturate (fatture elettroniche) utilizzando il sistema nazionale di fatturazione elettronica della Polonia (KSeF) su base volontaria, il che significa che i moduli elettronici e cartacei sono ancora accettabili in parallelo. Il 30 marzo 2022, la Commissione europea ha annunciato la decisione di deroga agli articoli 218 e 232 della Direttiva 2006/112/CE. La decisione si applicherà dal 1° aprile 2023 al 31 marzo 2026, dopo aver ricevuto l’ultima approvazione del Consiglio dell’UE.Inoltre, il 7 aprile 2022, il Ministero delle Finanze ha pubblicato la versione di prova dell’applicazione KSeF per i contribuenti che ha permesso di gestire le autorizzazioni che emettono e ricevono fatture da KSeF. La fase obbligatoria del mandato dovrebbe iniziare nel secondo trimestre del 2023, il 1° aprile 2023.

Romania

Il sistema rumeno CTC è uno di quelli che si sta sviluppando più rapidamente nell’Europa orientale, con il sistema E-Factura disponibile per le transazioni B2G dal novembre 2021. In base all’ordinanza governativa di emergenza n. 41, pubblicata sulla gazzetta ufficiale l’11 aprile 2022, l’uso del sistema diventerà obbligatorio per il trasporto nazionale di merci ad alto rischio fiscale a partire dal luglio 2022.

Inoltre, il progetto di legge sull’approvazione dell’ordinanza governativa d’emergenza n. 120/2021 sull’amministrazione, il funzionamento e l’implementazione del sistema nazionale di fatturazione elettronica (Disegno di Legge) è stato pubblicato dalla Camera dei Deputati rumena il 20 aprile 2022. Secondo la bozza di legge, l’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione Fiscale (ANAF) emetterà un’ordinanza entro 30 giorni dalla decisione di deroga alla Direttiva IVA dell’UE e stabilirà l’ambito e la tempistica del mandato di fatturazione elettronica B2B. Come risulta dagli emendamenti proposti, la fatturazione elettronica B2G diventerà obbligatoria a partire dal 1° luglio 2022, mentre la fatturazione elettronica obbligatoria per tutte le transazioni B2B è in fase di elaborazione.

Serbia

La Serbia ha introdotto una piattaforma CTC denominata Sistem E-Faktura (SEF) e un sistema aggiuntivo per aiutare i contribuenti nell’elaborazione e nell’archiviazione delle fatture denominato Sistem za Upravljanje Fakturama (SUF).

Per iniziare a utilizzare il sistema CTC Sistem E-Faktura (SEF) fornito dal Ministero delle Finanze serbo, il contribuente deve registrarsi attraverso il portale dedicato: eID.gov.rs. Il SEF è un portale di compensazione per l’invio, la ricezione, l’acquisizione, l’elaborazione e l’archiviazione di fatture elettroniche strutturate. Il destinatario deve accettare o rifiutare una fattura entro quindici giorni dal giorno di ricezione della fattura elettronica.

Il sistema CTC è diventato obbligatorio il 1° maggio 2022 per il settore B2G, dove tutti i fornitori del settore pubblico devono inviare le fatture in formato elettronico. Il governo serbo dovrà essere in grado di riceverle e conservarle a partire dal 1° luglio 2022. Inoltre, tutti i contribuenti saranno obbligati a ricevere e conservare le fatture elettroniche e, dal 1° gennaio 2023, tutti i contribuenti dovranno emettere fatture elettroniche B2B.

Slovacchia

Il governo slovacco ha annunciato il suosistema CTC chiamato Electronic Invoice Information System(IS EFA, Informačný systém elektronickej fakturácie) nel 2021 attraverso un progetto di legge.

La fatturazione elettronica CTC riguarda le transazioni B2G, B2B e B2C e sarà effettuata tramite il sistema informativo di fatturazione elettronica (IS EFA).

La legislazione ufficiale che regola il sistema di fatturazione elettronica non è ancora stata pubblicata, anche se si prevede che lo sarà presto. Tuttavia, il Ministero delle Finanze ha recentemente pubblicato nuove date relative all’implementazione della soluzione elettronica:

La seconda fase seguirà per le transazioni B2B e B2C.

SLOVENIA

La Slovenia non ha fatto progressi nell’introduzione del sistema CTC. A causa delle elezioni nazionali che si terranno nell’aprile del 2022, si prevedeva che la riforma della CTC non avrebbe avuto molto seguito almeno fino all’estate del 2022. Ciononostante, sono ancora in corso discussioni sulla riforma della CTC, che si sono intensificate subito dopo le elezioni parlamentari slovene.

Il ritmo veloce degli sviluppi nei Paesi dell’Europa orientale comporta delle sfide. La mancanza di chiarezza e le modifiche dell’ultimo minuto rendono ancora più difficile per i contribuenti rimanere conformi in queste giurisdizioni.

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Rimanere conformi ai cambiamenti della CTC in tutta l’Europa orientale è più facile con l’aiuto del team di esperti IVA di Sovos. Contattate o scaricate il report 13th Annual Trends per rimanere al passo con l’evoluzione del panorama normativo.

La tendenza globale dell’ultimo decennio nell’ambito della fatturazione elettronica ha dimostrato che i legislatori e le autorità fiscali locali di tutto il mondo stanno ripensando il processo di creazione delle fatture. Introducendo piattaforme tecnologicamente sofisticate di controllo continuo delle transazioni (CTC), le autorità fiscali ottengono un controllo immediato e dettagliato sull’IVA, che si è dimostrato un modo molto efficiente per ridurre il divario dell’IVA.

Tuttavia, molti Paesi di common law che non hanno un sistema IVA, tra cui Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda, non hanno seguito la stessa strada. Si sono distinti nel confronto internazionale per la scarsa regolamentazione nel campo della fatturazione elettronica. Il motivo per cui non è necessario avere un controllo sulle fatture è la mancanza di un regime fiscale IVA. I recenti sviluppi, tuttavia, indicano che anche i Paesi di common law cercano di stimolare la fatturazione elettronica, spinti dall’efficienza dei processi aziendali piuttosto che dalla necessità di un controllo fiscale. Di conseguenza, i prossimi sviluppi saranno affrontati in questo blog, concentrandosi sul programma pilota di fatturazione elettronica degli Stati Uniti e sulle iniziative australiane e neozelandesi per promuovere la fatturazione elettronica.

Stati Uniti

La fatturazione elettronica è consentita da molto tempo negli Stati Uniti, ma non è ancora una pratica commerciale diffusa. Secondo alcune fonti, attualmente la fatturazione elettronica rappresenta solo il 25% di tutte le fatture scambiate nel Paese. Con l’introduzione del programma pilota di fatturazione elettronica della Business Payments Coalition (BPC) in collaborazione con la Federal Reserve, la situazione potrebbe cambiare.

L’e-Invoice Exchange Market Pilot della BPC mira a promuovere una comunicazione B2B più rapida e a dare l’opportunità a tutti i tipi di aziende di scambiare fatture elettroniche negli Stati Uniti.

Il mercato pilota dello scambio di fatture elettroniche della BPC

Il programma pilota è una rete standardizzata di fatturazione elettronica attraverso la quale è possibile scambiare fatture elettroniche strutturate tra le controparti che utilizzano diversi sistemi di fatturazione interoperabili per connettersi e scambiare documenti. L’obiettivo è quello di aumentare l’efficienza e la produttività, riducendo al contempo gli errori nei dati. Un modello di servizi di registro federato consente agli amministratori o alle società di registrazione autorizzate di registrare e inserire i partecipanti nel quadro dello scambio di fatture elettroniche.

Il quadro dello scambio di fatture elettroniche funziona in modo simile all’ecosistema della posta elettronica. Gli utenti possono iscriversi a un provider di posta elettronica per inviare e ricevere e-mail. Il provider funge da punto di accesso agli scambi di e-mail per i suoi utenti e consegna le e-mail tra di loro tramite Internet. Il provider consente a più società di registrazione di registrare partecipanti nell’ambito dello scambio di fatture elettroniche. Questo modello ricorda il modello PEPPOL, diffuso a livello mondiale, che standardizza la struttura di una fattura e fornisce un quadro di riferimento per l’interoperabilità.

Visione futura

Gli Stati Uniti seguono il modello europeo di fatturazione elettronica basato sulla funzionalità di interoperabilità aperta. Ciò consente alle parti che utilizzano diversi sistemi di fatturazione di connettersi e scambiare facilmente documenti attraverso la rete di fatturazione elettronica. Il processo di digitalizzazione della fatturazione elettronica consentirà alle organizzazioni grandi e piccole degli Stati Uniti di risparmiare risorse, promuovere la sostenibilità e garantire l’efficienza aziendale.

Australia e Nuova Zelanda

Analogamente agli Stati Uniti, il passaggio alla fatturazione elettronica in Australia e Nuova Zelanda non è motivato principalmente da questioni fiscali, ma dall’efficienza dei processi. Nessuno dei due Paesi ha in programma un mandato per la fatturazione elettronica B2B tradizionale. Tuttavia, i governi neozelandese e australiano si sono impegnati ad adottare un approccio congiunto alla fatturazione elettronica e i primi passi sono quelli di garantire che tutti gli enti pubblici possano ricevere fatture elettroniche.

Australia

In Australia, tutte le agenzie governative del Commonwealth dovranno essere in grado di ricevere le fatture elettroniche PEPPOL a partire dal 1° luglio 2022. Inoltre, il governo cerca di dare impulso alla fatturazione elettronica nel settore B2B senza il tradizionale mandato alle aziende di fatturare elettronicamente. La proposta è invece quella di implementare il cosiddetto Business e-Invoicing Right (BER).

Secondo la proposta del governo, le imprese avrebbero il diritto di richiedere alle loro controparti commerciali l’invio di una fattura elettronica attraverso la rete PEPPOL al posto delle tradizionali fatture cartacee. Le imprese devono configurare i propri sistemi per essere in grado di ricevere le fatture elettroniche PEPPOL. Una volta che un’azienda avrà questa capacità, potrà esercitare il suo “diritto” e chiedere ad altre aziende di inviare loro le fatture elettroniche PEPPOL.

L’introduzione di questa riforma è prevista per luglio 2023, quando le imprese potranno richiedere di ricevere le fatture elettroniche PEPPOL solo dalle grandi imprese, seguita da un’introduzione graduale per coprire infine tutte le imprese entro il 1° luglio 2025.

Nuova Zelanda

A seguito della riforma australiana della fatturazione elettronica a partire dal luglio 2022 per il settore B2G, il governo neozelandese sta incoraggiando le imprese e le agenzie governative ad adottare la fatturazione elettronica. Un passo in questa direzione è la possibilità per tutte le agenzie governative centrali di ricevere fatture elettroniche basate su PEPPOL BIS Billing 3.0 a partire dal 31 marzo 2022.

Al di fuori di questi requisiti B2G, al momento non sono stati pubblicati piani per il passaggio dell’intera economia alla fatturazione elettronica obbligatoria.

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Il governo italiano ha adottato misure importanti per ampliare il campo di applicazione del suo mandato di fatturazione elettronica, in particolare ampliando il campo di applicazione dei contribuenti soggetti agli obblighi di emissione e liquidazione delle fatture elettroniche, a partire dal 1° luglio 2022.

Il 13 aprile 2022 il progetto di decreto legge, noto come seconda parte del Piano Nazionale di Recupero e Resilienza (Decreto Legge PNRR 2 – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), è stato approvato dal Consiglio dei Ministri (Consiglio dei ministri).

Il National Recovery Plan, approvato dal governo italiano, fa parte del Recovery and Resilience Facility (RRF) dell’Unione Europea, uno strumento creato per aiutare finanziariamente gli Stati membri a riprendersi dalle sfide economiche e sociali sollevate dalla pandemia di Covid-19.

L’ampliamento del mandato italiano per la fatturazione elettronica è uno degli elementi del pacchetto anti-evasione fiscale del governo e affronta, in particolare, il progresso della trasformazione digitale, uno dei sei pilastri della RRF.

Nuovi contribuenti nell’ambito

Il progetto di decreto legge PNRR 2 estende l’obbligo di emettere e liquidare fatture elettroniche attraverso la piattaforma italiana di liquidazione Sistema di Intercambio (SDI) a determinati contribuenti IVA finora esentati dal mandato. Ciò significa che dal 1° luglio 2022, i seguenti contribuenti aggiuntivi sono obbligati a rispettare il mandato italiano per la fatturazione elettronica:

Il regime forfettario è disponibile per i contribuenti che soddisfano requisiti specifici, consentendo loro di adottare un regime IVA forfettario ridotto del 15%, ridotto al 5% per le nuove imprese durante i primi cinque anni. Questi contribuenti sono stati finora esentati dall’obbligo di emettere fatture elettroniche e di cancellarle attraverso la SDI, ai sensi del Decreto Legislativo 127 del 5 agosto 2015.

Inoltre, le associazioni sportive dilettantistiche e gli enti del terzo settore con entrate fino a 65.000 euro che sono stati anche esentati dal mandato di fatturazione elettronica, sono inclusi come nuovi soggetti. A partire dal 1° luglio 2022, anche la fatturazione elettronica diventerà obbligatoria per loro.

Il mandato esclude ancora le microimprese con entrate o commissioni fino a 25.000 euro all’anno, che invece saranno tenute a emettere e liquidare fatture elettroniche con la SDI a partire dal 2024.

Introduzione del breve periodo di grazia

Il progetto di decreto ha inoltre stabilito un breve periodo di grazia transitoria dal 1° luglio 2022 al 30 settembre 2022. Durante questo periodo i contribuenti soggetti al nuovo mandato sono autorizzati a emettere fatture elettroniche entro il mese successivo in cui è stata effettuata la transazione, senza essere soggetti ad alcuna penalità. Ciò dà ai nuovi soggetti il tempo di conformarsi alla regola generale secondo cui le fatture elettroniche devono essere emesse entro 12 giorni dalla data della transazione.

Qual è il passo successivo?

Il testo definitivo del decreto non è ancora stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale italiana; solo una volta compiuto questo ultimo passo il decreto diventerà formalmente legge e il campo di applicazione esteso diventerà vincolante. L’inizio del secondo semestre di quest’anno apporta ulteriori significativi cambiamenti in Italia per quanto riguarda la segnalazione obbligatoria delle fatture transfrontaliere tramite FatturaPA, anch’essa prevista per il 1° luglio 2022.

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Le Filippine continuano a progredire costantemente verso l’implementazione del proprio sistema di controllo continuo delle transazioni (CTC), che consiste nella segnalazione quasi in tempo reale di fatture e ricevute emesse elettronicamente. Il 4 aprile sono iniziati i test nel sistema di fatturazione elettronica (EIS), la piattaforma del governo, con sei società selezionate come pilota per questo progetto.

Il primo passo verso un sistema CTC nelle Filippine è iniziato nel 2018 con l’introduzione del Tax Reform for Acceleration and Inclusion Act, noto come legge TRAIN, che ha l’obiettivo primario di semplificare il sistema fiscale del paese rendendolo più progressivo, equo ed efficiente. Il progetto per l’implementazione di un sistema di fatturazione e rendicontazione elettronica obbligatorio a livello nazionale è stato sviluppato in stretta collaborazione con il governo sudcoreano, considerato un modello di successo con il suo sistema CTC completo e stagionato.

La fatturazione elettronica e la rendicontazione sono tra le molte componenti stabilite dalla legge TRAIN nell’ambito del programma di trasformazione digitale DX Vision 2030 del paese. Con questo, le Filippine stanno facendo progressi verso la modernizzazione del proprio sistema fiscale.

Introduzione dell’e-reporting obbligatorio nelle Filippine

Il sistema CTC delle Filippine richiede l’emissione di fatture (B2B) e ricevute (B2C) in formato elettronico e la loro segnalazione quasi in tempo reale al Bureau of Internal Revenue (BIR), l’autorità fiscale nazionale. L’EIS offre diverse possibilità in termini di presentazione, il che significa che la trasmissione può essere effettuata in tempo reale o quasi in tempo reale. I documenti che devono essere emessi e segnalati elettronicamente includono fatture di vendita, ricevute e note di credito/debito.

Secondo il Codice Fiscale delle Filippine, i seguenti contribuenti sono coperti dal mandato imminente:

Tuttavia, i contribuenti non coperti dall’obbligo possono scegliere di iscriversi all’EIS ai fini della rendicontazione della fattura elettronica/della ricevuta elettronica

Le fatture elettroniche devono essere emesse in formato JSON (JavaScript Object Notation) e contenere una firma elettronica. Dopo l’emissione, i contribuenti possono presentare le loro fatture e ricevute ai propri clienti. L’approvazione dell’autorità fiscale non è necessaria per procedere. Tuttavia, i documenti elettronici devono essere trasmessi alla piattaforma EIS in tempo reale o quasi in tempo reale.

Requisiti per l’archiviazione elettronica

Le Filippine hanno introdotto requisiti alquanto insoliti in questo periodo di digitalizzazione, quando si tratta di archiviazione delle fatture elettroniche. Il periodo di conservazione è di dieci anni e consiste in un sistema in cui i contribuenti sono obbligati a conservare copie cartacee per i primi cinque anni. Dopo questo primo periodo, le copie cartacee non sono più necessarie e la conservazione esclusiva di copie elettroniche in un archivio elettronico è consentita per i restanti cinque anni.

Quali sono le prospettive per i contribuenti?

Con i test ufficialmente in corso, la fase successiva dovrebbe iniziare il 1° luglio 2022, con il go-live per 100 contribuenti pilota selezionati dal governo, compresi i sei iniziali. Successivamente, il governo prevede di anticipare un’introduzione graduale nel 2023 per tutti i contribuenti nell’ambito del sistema. Nel frattempo, i contribuenti possono approfittare di questo periodo provvisorio per conformarsi agli obblighi di rendicontazione CTC delle Filippine.

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Passaggio dalla fatturazione elettronica volontaria a quella obbligatoria prevista dal 1° aprile 2023

Dal 1° gennaio 2022, i contribuenti sono stati in grado di emettere fatture strutturate (fatture elettroniche) utilizzando il sistema nazionale di fatturazione elettronica (KSEF) polacco su base volontaria, il che significa che i moduli elettronici e cartacei sono ancora accettabili in parallelo. L’introduzione del sistema KSeF fa parte della trasformazione digitale in atto in Polonia a seguito dell’istituzione di mandati di controllo continuo delle transazioni (CTC) in tutta Europa, favorendo un’identificazione più rapida ed efficace delle frodi fiscali.

Il sistema KSeF consente ai contribuenti di emettere e ricevere fatture elettronicamente. È uno degli strumenti tecnologicamente più avanzati in Europa per lo scambio di informazioni sugli eventi economici. Le fatture strutturate emesse tramite il sistema sono preparate secondo il modello di fattura sviluppato dal Ministero delle Finanze. Dopo l’emissione, le fatture vengono inviate dal sistema finanziario e contabile tramite un’interfaccia (API) al database centrale (KSeF). Successivamente sono disponibili nel sistema e possono essere scaricati dal destinatario.

Richieste di deroga della Polonia

Il 5 agosto 2021 la Repubblica di Polonia ha chiesto l’autorizzazione a derogare agli articoli 218, 226 e 232 della direttiva IVA per poter dare esecuzione all’obbligo di emettere fatture elettroniche, elaborate attraverso il sistema nazionale di fatturazione elettronica (KSEF), per tutte le operazioni che richiedono l’emissione di un fattura secondo la legislazione polacca sull’IVA.

Successivamente, il 9 febbraio 2022, la Polonia ha modificato la sua domanda, chiedendo l’autorizzazione a derogare solo agli articoli 218 e 232 della direttiva IVA e ha precisato che la fatturazione elettronica obbligatoria si applicherebbe solo ai soggetti passivi stabiliti nel territorio della Polonia.

La Polonia ritiene che l’introduzione di un obbligo generalizzato di emettere fatture elettroniche apporterebbe vantaggi significativi in termini di lotta contro la frode e l’evasione dell’IVA, semplificando al contempo la riscossione delle imposte. Inoltre, l’attuazione della misura accelererà la digitalizzazione del settore pubblico.

La decisione derogatoria della Commissione europea

Come risulta dall’articolo 218 della direttiva IVA, gli Stati membri sono tenuti ad accettare come fatture tutti i documenti o i messaggi in formato cartaceo o elettronico. La Polonia ha cercato di ottenere una deroga al summenzionato articolo della direttiva IVA, in modo che solo i documenti in formato elettronico potessero essere considerati fatture dall’amministrazione fiscale polacca.

Inoltre, in base all’articolo 232 della direttiva IVA, l’uso di una fattura elettronica è soggetto all’accettazione da parte del destinatario. Pertanto, l’introduzione di un obbligo di fatturazione elettronica in Polonia richiede una deroga al presente articolo, cosicché l’emittente non deve più ottenere il consenso del destinatario per inviare una fattura in formato non cartaceo. Attualmente, ai sensi dell’articolo 106 n della legge polacca sull’IVA, l’utilizzo di fatture elettroniche richiede l’approvazione del destinatario della fattura, il che ostacola la possibilità di imporre la fatturazione elettronica obbligatoria.

Come annunciato dalla Commissione europea il 30 marzo 2022, alla Polonia è stata concessa la decisione derogatoria sia all’articolo 218 che all’articolo 232 della direttiva 2006/112/CE. La decisione si applicherà dal 1° aprile 2023 al 31 marzo 2026, dopo aver ricevuto l’ultima approvazione da parte del Consiglio dell’UE. La fase obbligatoria del mandato dovrebbe iniziare il 1° aprile 2023.

La domanda del contribuente KSeF – all’orizzonte

Per consentire ai contribuenti di emettere e rendere disponibili fatture elettroniche utilizzando KSeF, il Ministero delle Finanze polacco offrirà gratuitamente diversi strumenti:

Il 31 marzo 2022 il ministero delle Finanze ha annunciato che la versione di prova della domanda di contribuente KSeF sarà resa disponibile il 7 aprile 2022. Permetterà la gestione delle autorizzazioni, l’emissione e la ricezione di fatture da parte del KSEF.

Passaggi successivi

Con la decisione pubblicata della Commissione europea, la Polonia è entrata nella prossima fase di attuazione della fatturazione elettronica obbligatoria. I prossimi passi seguiranno dopo aver ricevuto l’approvazione da parte del Consiglio dell’UE (che ora è una formalità e dovrebbe avvenire entro poche settimane). Successivamente, il Ministero delle Finanze implementerà la fatturazione elettronica universale in Polonia, dando alle imprese il tempo sufficiente per adattarsi alle nuove soluzioni.

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Il Brasile è, senza dubbio, una delle giurisdizioni più impegnative al mondo per quanto riguarda la legislazione fiscale. L’intricato sistema fiscale che comprende le regole di 27 stati e oltre 5000 comuni ha creato un onere per le aziende, in particolare per le transazioni tra stati e tra comuni.

Inoltre, i contribuenti devono esaminare attentamente i numerosi formati e requisiti per la fatturazione elettronica (e, talvolta, la loro mancanza). Pertanto, le speranze di una riforma fiscale in Brasile esistono da molto tempo.

Semplificare la conformità alla fatturazione elettronica

Negli ultimi anni, diverse iniziative legislative volte a integrare i mandati di tassazione indiretta in tutto il paese non hanno raggiunto risultati positivi. Nel frattempo, un passo fattibile per introdurre tali modifiche potrebbe essere attraverso l’unificazione delle norme sulla conformità digitale agli obblighi fiscali, come la fatturazione elettronica e la rendicontazione elettronica dell’IVA.

Alla fine del 2021 un progetto di legge (Projeto de Lei Complementar n. 178/2021) è stato avviato dal settore privato. Nominato Statuto nazionale per la semplificazione degli obblighi fiscali accessori, è stato accolto quest’anno dalla Camera dei Rappresentanti. Il suo scopo principale è quello di introdurre una riforma significativa negli obblighi di dichiarazione fiscale digitale creando un sistema di fatturazione elettronica unificato.

Istituendo una cooperazione fiscale nazionale, la proposta intende ridurre i costi con la conformità, consentire la condivisione delle informazioni tra le autorità fiscali e creare un incentivo per la conformità dei contribuenti a tutti i livelli federale, statale e comunale.

L’ordine del giorno principale del progetto di legge è quello di introdurre:

Cosa significa questo per le aziende

Il cambiamento più significativo è l’introduzione dell’NFB-e (Nota Fiscal Brasil Eletronica), uno standard nazionale per la fatturazione elettronica. Implica l’unificazione delle NF-e (Nota Fiscal Eletronica), NFS-e (Nota Fiscal de Servicos Eletronica) e NF-C (Nota Fiscal do Consumidor Eletronica) in un unico documento. Questo coprirà le tasse simili all’IVA del Brasile, in questo caso ICMS (IVA su prodotti e determinati servizi) e ISS (IVA sui servizi).

In pratica, ciò significa che invece di rispettare numerosi formati e mandati di fatturazione elettronica, a seconda dello stato e del comune della transazione, uno standard digitale nazionale fornirà una conformità uniforme a livello nazionale per la fatturazione elettronica. L’NFB-e coprirà la fatturazione di beni e servizi a livello statale e comunale per le transazioni B2G, B2B e B2C.

La riforma ridurrà drasticamente l’onere per i contribuenti e amplierà l’ambito della fatturazione elettronica ai comuni in cui tale mandato non è ancora stato adottato.

È essenziale aggiungere requisiti di autorizzazione per la fatturazione elettronica in Brasile, il che significa che le aziende dovranno comunque rispettare le regole per la liquidazione in tempo reale delle fatture con l’autorità fiscale.

Cosa c’è dopo?

La proposta di legge è ancora in fase di discussione iniziale e seguirà alla Commissione Costituzionale Giustizia e Cittadinanza (CCJC) per l’approvazione e possibili emendamenti prima della votazione da parte del Congresso. Fino ad allora, il rispetto delle norme sulla fatturazione elettronica in tutto il Brasile rimane allo stato attuale difficile.

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Nell’Unione europea, le norme IVA sulle cessioni di beni, così come le prestazioni di servizi «tradizionali» bilaterali, sono ben definite e consolidate. I servizi peer-to-peer facilitati da una piattaforma, tuttavia, non sempre rientrano perfettamente nelle categorie stabilite dalla direttiva IVA dell’UE (direttiva 2006/112/CE del Consiglio). Esistono ambiguità sulla natura del servizio fornito dal gestore della piattaforma e sullo status, ai fini fiscali, del singolo fornitore di servizi (ad esempio, un conducente per un servizio di ride-sharing o un individuo che offre la propria proprietà in affitto su un mercato online). Ciò crea una sfida unica per i responsabili delle politiche IVA.

La Commissione europea ha recentemente aperto una consultazione pubblica sull’IVA e l’economia della piattaforma per affrontare questi problemi. In precedenza abbiamo discusso di altre iniziative proposte dalla Commissione, tra cui una registrazione IVA unica nell’UE, una dichiarazione IVA e una fatturazione elettronica. Questo blog discuterà le sfide di fondo che i responsabili politici devono affrontare e le proposte specifiche esposte nella consultazione, che potrebbero avere un impatto significativo sugli operatori e sugli utenti della piattaforma digitale.

Piattaforme digitali e legislazione IVA esistente

Una questione di soglia per il trattamento dell’IVA delle piattaforme digitali è se la piattaforma si limita a collegare singoli venditori con singoli clienti, vale a dire agisce come intermediario, o se fornisce attivamente un servizio separato al cliente. Tale questione è significativa in quanto i servizi resi a una persona che non è soggetto passivo da un intermediario, ai sensi dell’articolo 46 della direttiva IVA, provengono dal luogo in cui si trova l’operazione sottostante.

Al contrario, i servizi prestati a una persona che non è soggetto passivo a nome di un contribuente sono forniti verso la sede del prestatore o, in determinate circostanze, verso la sede del cliente. Il fatto che una particolare piattaforma funga da intermediario può essere molto specifico e può dipendere, ad esempio, dal livello di controllo esercitato dalla piattaforma sui prezzi o sul comportamento degli utenti.

Per confondere ulteriormente le acque, vi sono potenziali ambiguità per l’IVA che riguardano:

  1. Se gli operatori di piattaforma agiscono come agenti divulgati o non divulgati di singoli venditori, o
  2. Se i servizi degli operatori di piattaforma, nella misura in cui non sono servizi di intermediazione, sono forniti elettronicamente e quindi forniti presso la sede del cliente.

Un’ultima fonte di ambiguità è se un singolo prestatore di servizi si qualifichi come soggetto passivo quando effettua solo prestazioni occasionali; ciò potrebbe sollevare la questione se tali prestazioni siano soggette all’IVA.

Queste ambiguità rappresentano un’ovvia sfida al trattamento IVA coerente delle piattaforme in tutti gli Stati membri.

Soluzioni proposte

Nell’ambito della sua consultazione pubblica su «L’IVA nell’era digitale», la Commissione europea ha proposto diverse soluzioni alle sfide sopra elencate. Di queste, tre proposte affrontano direttamente la natura ambigua dei servizi forniti tramite piattaforme:

  1. Un «chiarimento» a livello dell’UE sulla natura dei servizi forniti dagli operatori di piattaforma
  2. Una presunzione confutabile per lo status dei fornitori di servizi che utilizzano le piattaforme
  3. Un «regime di presunti fornitori» per le piattaforme digitali, simile a quello che esiste ora per le piattaforme che facilitano le forniture di beni

Queste proposte mirano a fornire agli Stati membri orientamenti chiari su come classificare i servizi di piattaforma e, di conseguenza, su quali norme IVA debbano essere applicate ai sensi della direttiva. Forse la più diretta è la proposta del «fornitore presunto», che attribuirebbe l’IVA agli operatori di piattaforma in determinate circostanze.

Esiste già un «regime di presunto fornitore» per le piattaforme che facilitano le vendite di beni di scarso valore nell’UE, quindi è probabile che la Commissione considererà seriamente questa opzione. In particolare, la consultazione pubblica ha sollecitato commenti su tre diverse permutazioni del regime dei fornitori presunto, che differiscono solo per la portata dei servizi coperti.

Qualunque sia la direzione in cui l’UE si dirige alla fine, è chiaro che si profila un cambiamento significativo per le piattaforme digitali. Gli operatori della piattaforma e gli utenti della piattaforma dovrebbero prestare molta attenzione a queste consultazioni in corso nei prossimi mesi.

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Il sistema di fatturazione elettronica in Paraguay è in fase di sviluppo dal 2017 secondo il piano realizzato dal Sottosegretario di Stato per le imposte (SET) per modernizzare e migliorare la riscossione delle tasse e ridurre al minimo l’incidenza delle frodi fiscali.

L’introduzione del sistema di fatturazione elettronica nazionale integrato (es. Sistema Integrado de Facturación Electrónica Nacional -SIFEN —) ha significato l’introduzione di un nuovo regime di fatturazione elettronica nel paese. L’adozione di questo nuovo sistema è attualmente nella sua fase di adesione volontaria, iniziata nel 2019, e ha consentito a imprenditori, commercianti e aziende di emettere fatture elettroniche facoltativamente. Tuttavia, a partire dal luglio 2022, l’uso del sistema diventerà gradualmente obbligatorio per alcuni soggetti passivi.

Tipi di documenti fiscali elettronici

I contribuenti in Paraguay possono utilizzare il SIFEN per emettere documenti fiscali elettronici (es. Documento Tributario Electrónico – DTE). Il DTE è una versione digitale della fattura e di altri documenti tradizionali, che ha validità fiscale e legale. Il DTE è diventato un modulo moderno, efficace, sicuro e trasparente per emettere e gestire fatture elettroniche per diversi tipi di operazioni commerciali.

I DTE sono convalidati al momento dell’emissione da parte del SAT per supportare le detrazioni IVA e le transazioni relative all’imposta sul reddito. Tra i diversi tipi di DTE in Paraguay, troviamo:

Il processo di emissione del DTE

Le fatture elettroniche emesse dai soggetti passivi che hanno aderito al SIFEN sono generate in formato XML. L’autenticità e l’integrità di ogni documento sono garantite dalla firma digitale e dal codice di controllo che i DTE includono. Ogni documento deve essere inviato elettronicamente all’amministrazione fiscale per la sua autorizzazione.

Il SIFEN è responsabile della verifica e della convalida di ogni documento. Una volta stabilito che il DTE soddisfa tutti i requisiti, diventa una fattura elettronica legale. I soggetti passivi che emettono la fattura elettronica ricevono quindi i risultati della verifica attraverso il sistema di servizi web.

Dopo che la fattura elettronica è stata cancellata, i fornitori possono inviare il DTE ai loro acquirenti tramite e-mail, messaggi di dati o altri mezzi.

Roll-out del mandato per la fatturazione elettronica

Il Sottosegretario di Stato paraguaiano per la tassazione ha recentemente pubblicato una risoluzione generale che prevede misure amministrative per l’emissione di DTE. Questa risoluzione ha anche stabilito un programma di attuazione graduale, in cui alcuni soggetti passivi saranno tenuti a emettere fatture elettroniche e altri DTE utilizzando il SIFEN.

Il programma di attuazione è composto da dieci fasi a partire dal 1° luglio 2022 con tutti i contribuenti che hanno aderito al programma pilota per l’adozione del SIFEN. Da gennaio 2023, il mandato includerà più contribuenti. Tuttavia, non è ancora definito quali società inizieranno in quella fase. Il SET mira a coprire tutti i contribuenti che svolgono attività economiche nel paese entro ottobre 2024.

Cosa c’è dopo

Le aziende in Paraguay devono prepararsi a emettere fatture elettroniche secondo i requisiti del SIFEN. A partire dal 1° luglio 2022, tutte le aziende del Paese potranno utilizzare questo sistema su base volontaria. L’elenco dei contribuenti tenuti a rispettare il mandato sarà disponibile sul sito web SIFEN e sul sito web SET (www.set.gov.py). Il SET informerà i contribuenti interessati tramite la cassetta postale delle tasse paraguaiane nota come «Marandu».

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L’iniziativa della Commissione europea «IVA nell’era digitale» riflette su come le autorità fiscali possono utilizzare la tecnologia per combattere la frode fiscale e, allo stesso tempo, modernizzare i processi a vantaggio delle imprese.

All’inizio di quest’anno è stata avviata una consultazione pubblica, in cui la Commissione accoglie con favore il feedback sulle opzioni politiche per le norme e i processi IVA in un’UE economica digitalizzata. In un precedente post sul blog, Sovos ha esplorato gli aspetti di una singola partita IVA dell’UE. È una delle principali iniziative proposte dalla Commissione per adattare il quadro IVA dell’UE all’era digitale. Un’altra questione critica sono gli obblighi di dichiarazione IVA e la fatturazione elettronica, discussi in questo blog.

Requisiti per il reporting digitale

La Commissione ritiene necessario modernizzare gli obblighi di dichiarazione IVA e sta valutando la possibilità di estendere ulteriormente la fatturazione elettronica. Il termine «Digital Reporting Requirements» è stato introdotto dalla Commissione per indicare qualsiasi obbligo di segnalazione dei dati transazionali diverso dall’obbligo di presentare una dichiarazione IVA, ossia la dichiarazione di transazione per transazione. Ciò significa che i requisiti di rendicontazione digitale includono vari tipi di obblighi di rendicontazione transazionale (ad es. elenco IVA, file di audit standard/SAF-T, reporting in tempo reale) e requisiti di fatturazione elettronica obbligatori.

Queste misure sono state attuate in vari modi in diversi Stati membri dell’UE negli ultimi due anni, dando luogo a norme e requisiti diversi per la dichiarazione IVA e la fatturazione elettronica in tutta l’UE. L’attuale iniziativa della Commissione è un’opportunità per l’UE di ottenere un’armonizzazione in questo settore. La sua consultazione pubblica chiede un contributo su quale strada intraprendere.

La via verso l’armonizzazione

La consultazione pubblica contiene diverse opzioni politiche da considerare. Uno potrebbe essere quello di lasciare le cose come stanno attualmente senza alcuna armonizzazione e con la continua necessità per gli Stati membri di chiedere una deroga se vogliono introdurre la fatturazione elettronica obbligatoria. All’altro estremo della scala, un’altra opzione sarebbe quella di introdurre la piena armonizzazione della dichiarazione delle transazioni per l’IVA sia per le operazioni intracomunitarie che per tutte le operazioni nazionali.

E seduti tra questi estremi, ci sono molte altre vie. Invece di rendere obbligatoria una soluzione armonizzata, tale soluzione potrebbe essere semplicemente raccomandata e volontaria, insieme all’eliminazione della necessità di chiedere una deroga prima di introdurre mandati di fatturazione elettronica B2B. Un altro modo è fare in modo che i contribuenti conservino tutti i dati transazionali e li rendano disponibili su richiesta delle autorità. Un’ultima opzione potrebbe essere quella di adottare un’armonizzazione parziale in cui la dichiarazione IVA per tutte le forniture intracomunitarie sia allineata e obbligatoria, ma laddove a livello nazionale rimanga facoltativa.

Sebbene queste opzioni politiche rimangano formalmente aperte alla consultazione pubblica fino al 5 maggio in questa sede, devono ora essere considerate alla luce della risoluzione del Parlamento europeo del 10 marzo 2022 con raccomandazioni alla Commissione su una tassazione equa e semplice a sostegno del recupero. strategia.

Nella sua risoluzione, il Parlamento europeo invita la Commissione a intraprendere azioni in materia di fatturazione e rendicontazione elettroniche, per ridurre il divario fiscale e i costi di conformità. Tra le misure raccomandate vi è quella di istituire senza indugio uno standard comune armonizzato per la fatturazione elettronica in tutta l’UE e di stabilire il ruolo della fatturazione elettronica nella rendicontazione in tempo reale. Inoltre, il Parlamento europeo propone alla Commissione di esaminare la possibilità di un’introduzione graduale della fatturazione elettronica obbligatoria entro il 2023, in cui sistemi statali o certificati dovrebbero gestire l’emissione delle fatture. In entrambi i casi l’accento dovrebbe essere posto su una significativa riduzione dei costi di conformità, soprattutto per le PMI.

Resta da vedere come la Commissione riuscirà ad allineare le raccomandazioni del Parlamento europeo alle sue opzioni politiche e agli Stati membri in cui in diversi casi sono già state attuate soluzioni.

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Nel novembre 2021, una bozza di decreto reale è stata pubblicata dalla Cancelleria del Primo Ministro del Belgio, con l’obiettivo di ampliare la portata dell’attuale mandato di fatturazione elettronica per alcune transazioni commerciali al governo (B2G) implementando la fatturazione elettronica obbligatoria per tutte le transazioni con le pubbliche amministrazioni in Belgio. Tale obbligo era già in vigore per i fornitori degli enti pubblici centralizzati di alcune regioni (Bruxelles, Fiandre, Vallonia). Tuttavia, in futuro, includerà tutti gli enti pubblici in tutte le regioni belghe.

Un approccio graduale

Più specificamente, l’introduzione per l’emissione obbligatoria di fatture elettroniche da parte dei fornitori di istituzioni pubbliche in Belgio sarà effettuata secondo il seguente approccio graduale:

A seguito del recepimento della direttiva 2014/55/UE, tutti gli enti governativi belgi sono già obbligati a ricevere ed elaborare le fatture elettroniche nell’ambito degli appalti pubblici. Questa nuova legislazione nazionale amplia il campo di applicazione della direttiva e impone l’emissione di fatture elettroniche da parte di tutti i fornitori al governo federale.

Il viaggio continua verso un mandato di fatturazione elettronica B2B

Questi sviluppi nel B2G non sono la fine della storia. Sono solo l’inizio. Il ministro delle Finanze belga, Vincent Van Peteghem, ha annunciato nell’ottobre 2021 che il governo intende estendere l’attuale obbligo di fatturazione elettronica B2G per coprire anche le transazioni B2B. Tuttavia, fonti ufficiali non hanno ancora comunicato informazioni formali che specifichino i dettagli del mandato e della sua successiva attuazione. Si dice che una proposta legislativa per il mandato di fatturazione elettronica B2B sarebbe stata pubblicata nel 2022 con il processo di attuazione in corso nel 2023.

Tuttavia, considerando la risoluzione del Parlamento europeo della scorsa settimana che favorisce fortemente la fatturazione elettronica armonizzata e obbligatoria nell’UE, il Belgio probabilmente terrà duro almeno fino a quando la Commissione non presenterà una proposta su come gestire la fatturazione elettronica e la rendicontazione nell’Unione.

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Il 10 marzo, il Parlamento europeo (PE) ha adottato una risoluzione al piano d’azione della Commissione sulla tassazione equa e semplice a sostegno della strategia di risanamento, che ha definito 25 iniziative principalmente legate all’imposta sul valore aggiunto dell’Unione europea (IVA UE). Il documento include diverse considerazioni generali e raccomandazioni alla Commissione per la proposta di revisione della direttiva IVA («IVA nell’era digitale») per il 2022.

Modifiche alla politica fiscale dell’UE sull’IVA

La risoluzione del Parlamento europeo ha affrontato le sfide significative della politica fiscale in materia di IVA dell’Unione europea (UE) e ha posto particolare attenzione alla semplificazione, alla modernizzazione e all’armonizzazione di tali norme mediante l’adozione uniforme di strumenti tecnologici in tutti gli Stati membri, compresi i requisiti relativi alla fatturazione digitale e elettronica. e mandati.

La risoluzione aggiornata evidenzia la preoccupazione per la mancanza di un sostegno sufficiente da parte del Consiglio per quanto riguarda il regime definitivo dell’IVA, vale a dire il principio del passaggio dall’origine alla destinazione, ancora da attuare. In un tale sistema, l’IVA sarà riscossa nel luogo di destinazione, lasciandosi alle spalle le complesse norme transitorie del sistema IVA.

Sfide relative alla politica fiscale dell’UE

Sono state inoltre sollevate preoccupazioni sulla complessità delle molteplici normative fiscali in tutta l’UE e sui vincoli che ciò comporta, in particolare per quanto riguarda la conformità alle piccole e medie imprese (PMI) e per le persone vulnerabili alle frodi. A questi fattori si aggiungono gli elevati costi sostenuti dalle imprese per conformarsi alla moltitudine di requisiti legislativi nelle diverse giurisdizioni. Il Parlamento lancia un appello urgente per un passo coerente verso un sistema IVA più semplice e moderno.

Verso una dichiarazione IVA più semplice

Più specificamente, il PE ha definito «della massima importanza» gli sforzi della Commissione per armonizzare le norme procedurali in tutta l’UE e incoraggiare una più stretta cooperazione tra le autorità fiscali e le imprese attraverso il programma di conformità cooperativa dell’UE.

L’obiettivo di vari punti era utilizzare la tecnologia come mezzo efficace per la conformità fiscale semplice e moderna. La digitalizzazione dell’IVA è stata accolta con grande favore come mezzo per una conformità IVA moderna e semplificata, in cui la rendicontazione e la fatturazione elettronica in tempo reale o quasi reale devono essere utilizzate dagli Stati membri in modo uniforme e armonizzato in tutte le giurisdizioni dell’UE.

Sullo stesso fronte, le raccomandazioni erano per la raccolta una tantum di dati da parte dell’autorità fiscale in linea con la massima protezione e rispetto per quanto riguarda la legislazione sulla sicurezza dei dati e l’uso dell’intelligenza artificiale (AI) e vari software per garantire la massima efficacia dell’utilizzo e della sicurezza dei dati. L’adozione di requisiti di digitalizzazione migliorerà la sicurezza, preverrà e combatterà le frodi e aumenterà la cooperazione amministrativa tra gli Stati

La risoluzione riguardava anche la nuova agenda dell’Unione per le imprese e la tassazione, sostenendo l’elaborazione di un nuovo e unico regolamento dell’Unione in materia di tassazione delle società, che dovrebbe riflettere i negoziati dell’OCSE sul pilastro 1 (riallocazione dei diritti fiscali) e sul secondo pilastro (imposta minima sugli utili societari).

Queste raccomandazioni devono essere seguite dalla presentazione da parte della Commissione europea di una o più proposte legislative entro il 2022/2023.

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La Polonia si sta muovendo verso l’introduzione del quadro CTC e del sistema, il Krajowy System e-Faktur (KSeF), dall’inizio del 2021. A partire dal 1° gennaio 2022, la piattaforma è disponibile per i contribuenti che scelgono di emettere fatture strutturate tramite KSeF e di beneficiare degli incentivi introdotti.

Poiché i contribuenti utilizzano KSeF da un po’, diamo un’occhiata più da vicino a ciò che sta accadendo e accadrà in futuro riguardo alla riforma del CTC della Polonia.

Pubblicazione del regolamento sull’uso di KSeF

Inizialmente presentato come progetto di atto dal Ministero delle Finanze nel novembre 2021, il regolamento sull’uso di KSEF è stato finalmente adottato e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2021 dopo diverse reiterazioni.

Il regolamento copre principalmente le categorie di autorizzazioni, i metodi di autenticazione e le informazioni necessarie per accedere alle fatture strutturate.

Secondo il regolamento, i contribuenti che utilizzano KSEF sono tenuti ad autenticarsi utilizzando uno dei seguenti metodi: firma elettronica qualificata, sigillo elettronico qualificato, firma affidabile o token.

Una firma attendibile conferma l’identità assegnata a uno specifico numero di identificazione polacca (PESEL). Il metodo token può essere utilizzato per concedere autorizzazioni nel KSeF una volta che il contribuente è stato autenticato.

Nuove informazioni e documentazione pubblicate dall’autorità fiscale polacca

L’autorità fiscale polacca ha pubblicato nuove informazioni sul suo sito Web sulle funzionalità di KSeF, tra cui domande frequenti e ulteriore documentazione.

Le domande frequenti includono informazioni riguardanti la portata e il lato operativo del sistema, mentre i file XML di esempio e l’opuscolo informativo fanno luce sulla struttura logica delle fatture elettroniche e sui requisiti di mappatura.

Cosa succederà dopo?

Sebbene l’autorità fiscale continui a fare ogni sforzo per chiarire i molti aspetti del nuovo sistema CTC in Polonia, abbiamo ancora molta strada da fare per quanto riguarda la piena attuazione di KSeF.

Ad esempio, durante la consultazione pubblica del progetto di legge il ministero delle Finanze ha dichiarato che i contribuenti sarebbero stati in grado di scaricare fatture strutturate tramite API in formato XML o PDF. Ad oggi, non sono disponibili informazioni tecniche sulla generazione di PDF all’interno del sistema utilizzando l’API. L’autorità fiscale ha pubblicato la documentazione tecnica relativa al processo in uscita, ma non è ancora disponibile alcuna documentazione sul lato delle entrate.

Ancora più importante, una decisione che autorizzi la Polonia a introdurre misure speciali in deroga agli articoli della direttiva IVA dell’UE deve ancora essere ottenuta dal Consiglio dell’UE per l’introduzione del mandato di fatturazione elettronica per tutte le transazioni B2B. L’attuale legge polacca sull’IVA richiede l’accettazione da parte dell’acquirente di ricevere fatture strutturate. Poiché le autorità polacche mirano a rendere obbligatoria la KSeF nel 2023, è prevista una modifica di questa disposizione una volta che le misure speciali saranno state autorizzate dal Consiglio dell’UE.

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