Finalmente è stata pubblicata la tanto attesa legislazione indiana in materia di fatturazione elettronica

Filippa Jörnstedt
14 Dicembre, 2019

Per coloro che stanno seguendo l’evoluzione della riforma dei controlli fiscali in India, il 2019 è stato un anno ricco di avvenimenti legati alla fatturazione elettronica. A partire dalla scorsa primavera, un gruppo di enti governativi e della pubblica amministrazione si è riunito regolarmente con l’obiettivo di proporre una nuova modalità di verifica della conformità GST tramite l’introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria. Dato il grande impatto che una simile riforma comporterebbe per l’economia indiana e globale, queste discussioni, spesso a porte chiuse, hanno dato adito a un gran numero di voci che talvolta hanno fatto circolare notizie false sul mercato.

Farsi strada nell’assenza di informazioni

Finora, non sono state pubblicate molte informazioni formali o definitive. In seguito alla consultazione pubblica che si è tenuta all’inizio di questo autunno, è stato pubblicato un whitepaper di alto profilo in cui viene descritto il processo di fatturazione elettronica previsto; tuttavia, da allora non è più stato divulgato nulla di formale o definitivo. Una nota stampa rilasciata dalle autorità competenti riporta che il calendario previsto per l’adozione della misura dovrebbe essere il seguente:

1° gennaio 2020: adesione volontaria per le imprese con un fatturato uguale o superiore a 5 miliardi di rupie;

1° febbraio 2020: adesione volontaria per le imprese con un fatturato uguale o superiore a 1 miliardo di rupie;

1° aprile 2020: adozione obbligatoria per entrambe le categorie sopracitate e adozione volontaria per le imprese con un fatturato inferiore a 1 miliardo di rupie.

Nonostante la nota chiarificatrice sia stata accolta favorevolmente, il calendario delineato non è ancora quello definitivo, pertanto i contribuenti dispongono ancora di poche informazioni su come soddisfare i requisiti previsti dalla riforma dei controlli fiscali e di nessuna indicazione definitiva su quando dovranno risultare conformi. Tuttavia, questa situazione è attualmente in fase di risoluzione e stiamo assistendo alla prima stesura di una legge.

La comparsa del primo quadro normativo

Il 13 dicembre 2019 è stata rilasciata una serie di note (N. 67-72/2019) che introducono gli emendamenti all’attuale quadro legislativo GST e che attualmente è in attesa di pubblicazione sulla gazzetta ufficiale indiana. In breve, queste note:

  • Introducono il principio secondo cui una fattura è considerata valida solo se contiene un numero di riferimento (IRN), mentre non può essere considerata una fattura se non viene emessa secondo il procedimento previsto;
  • Formalizzano la prima fase obbligatoria del calendario di implementazione introducendo l’obbligo, per le imprese con un fatturato uguale o superiore a 1 miliardo di rupie, di rispettare i requisiti a partire dal 1° aprile 2020;
  • Introducono l’obbligo per le imprese con un fatturato uguale o superiore a 5 miliardi di rupie di inserire un codice QR nelle fatture B2C a partire dal 1° aprile 2020.

Queste note pubblicate il 13 dicembre saranno il primo di tanti documenti necessari per chiarire in maniera formale i dettagli della futura riforma sulla fatturazione elettronica. Inoltre, cosa ancor più importante, servono a indicare chiaramente che le autorità indiane hanno quasi terminato quella che è stata una fase di progettazione analitica e consultiva e che si sta invece prospettando un periodo di preparazione alla prima implementazione.

Agisci

Ulteriori informazioni sulle soluzioni per la fatturazione elettronica di Sovos.

Iscriviti per ulteriori informazioni

Rimani aggiornato con gli ultimi aggiornamenti fiscali e di conformità che potrebbero influire sulla tua attività.
Author

Filippa Jörnstedt

Filippa Jörnstedt is a Regulatory Counsel at Sovos TrustWeaver. Based in Stockholm, Filippa’s background is in international e-invoicing compliance and global regulatory developments. Fluent in English, Italian, French, Romanian and her native tongue Swedish, Filippa earned her degree in Law from Lund University in Sweden.
Share This Post