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Il Medio Oriente sarà il prossimo ad accelerare le CTC?

Selin Adler Ring
5 Maggio, 2022

Nell’ultimo decennio, la regione del Medio Oriente ha subito cambiamenti finanziari e fiscali di grande impatto. L’IVA è stata introdotta come una delle soluzioni per prevenire l’impatto del calo dei prezzi del petrolio sull’economia dopo che la performance economica della regione ha iniziato a rallentare.

Dopo aver compreso i benefici dell’IVA per l’economia, il passo successivo per la maggior parte dei governi è quello di aumentare l’efficacia dei controlli sull’IVA. Attualmente, la maggior parte dei Paesi mediorientali dispone di regimi IVA. Come molti altri Paesi, anche quelli mediorientali stanno aprendo la strada all’introduzione di regimi di controllo continuo delle transazioni (CTC) per ottenere un meccanismo di controllo dell’IVA efficiente.

La fatturazione elettronica in Medio Oriente

L’Arabia Saudita è all’avanguardia e introdurrà il sistema di fatturazione elettronica nel 2021. Questo sistema di fatturazione elettronica, nella sua forma attuale, non richiede ai contribuenti di presentare all’autorità fiscale i dati rilevanti ai fini dell’IVA in tempo reale. Tuttavia, le cose stanno per cambiare, poiché l’autorità fiscale saudita applicherà i requisiti di fatturazione elettronica CTC a partire dal 1° gennaio 2023. Ciò significa che i contribuenti dovranno trasmettere le loro fatture alla piattaforma dell’autorità fiscale in tempo reale. Si attende la pubblicazione di ulteriori dettagli sul prossimo regime CTC da parte della ZATCA.

L’introduzione del concetto di CTC in Arabia Saudita dovrebbe creare un effetto domino nella regione; alcuni segnali lo indicano già. Recentemente, l’autorità fiscale omanita ha pubblicato una richiesta di informazioni che ha rivelato i suoi piani per introdurre un sistema di fatturazione elettronica. L’invito dell’autorità fiscale alle parti interessate affermava che le tempistiche per l’implementazione del sistema non sono ancora state stabilite e potrebbero comportare un’introduzione graduale. L’obiettivo è quello di introdurre il sistema di fatturazione elettronica in modo graduale. Il sistema di fatturazione elettronica dovrebbe entrare in funzione nel 2023 su base volontaria e successivamente su base obbligatoria.

Il Bahrein National Bureau for Revenue (NBR) ha compiuto sforzi simili. L’NBR ha chiesto ai contribuenti di partecipare a un sondaggio in cui si chiedeva il numero di fatture generate annualmente e se i contribuenti attualmente generano fatture in formato elettronico. Questo sviluppo indica i prossimi piani di fatturazione elettronica, o almeno un primo passo in questa direzione.

In Giordania, il Ministero dell’Economia Digitale e dell’Imprenditoria (MODEE) ha pubblicato un “Documento di Prequalificazione per la Selezione del Fornitore di Sistema per la Fatturazione Elettronica & Soluzione Integrata per l’Amministrazione Fiscale” che era, in realtà, una richiesta di informazioni. L’autorità fiscale giordana aveva già comunicato il suo obiettivo di introdurre la fatturazione elettronica. Come suggeriscono i recenti sviluppi, la Giordania si sta avvicinando a disporre di una piattaforma operativa per la fatturazione elettronica, che sarà probabilmente seguita da modifiche legali alla legislazione vigente in materia di regole di fatturazione.

Il futuro globale delle CTC

La tendenza globale è chiaramente verso varie forme di CTC. Negli ultimi anni, i controlli dell’IVA, la loro importanza e i vantaggi offerti dalla tecnologia hanno cambiato l’approccio delle autorità fiscali alla digitalizzazione dei meccanismi di controllo dell’IVA. Poiché anche i governi dei Paesi del Medio Oriente si stanno accorgendo dei vantaggi che l’adozione delle CTC potrebbe sbloccare, è ragionevole aspettarsi un panorama IVA impegnativo nella regione.

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Author

Selin Adler Ring

Selin is Regulatory Counsel at Sovos. Based in Stockholm and originally from Turkey, Selin’s background is in corporate and commercial law, and currently specializes in global e-invoicing compliance. Selin earned a Law degree in her home country and has a master’s degree in Law and Economics. She speaks Russian, Arabic, English and Turkish.
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