Due mesi dopo la chiusura della pubblica consultazione sul regime myDATA, l’autorità fiscale greca, AADE, non ha ancora condiviso il feedback ricevuto dal settore sul regime proposto o fatto alcun annuncio ufficiale al riguardo. Tuttavia, le discussioni in loco indicano che l’AADE potrebbe reintrodurre l’ordine del giorno inizialmente proposto nell’agosto 2018, che imporrebbe la fatturazione elettronica basata su un modello di clearance.

Si ritiene che l’AADE, a seguito del contributo delle parti interessate, abbia realizzato che la fatturazione elettronica obbligatoria con modello di clearance sarà necessaria per raggiungere i suoi ambiti obiettivi di riduzione degli oneri amministrativi per le imprese e di lotta contro la frode fiscale. In ogni caso, bisognerà prima ottenere una deroga dell’UE alla direttiva IVA e l’AADE dovrà seguire la logistica e le formalità del processo di deroga, compresa la giustificazione della richiesta di attuare misure speciali che si discostano dalla libertà di scelta della direttiva in merito alle modalità di fatturazione.

Primi passi

Un primo passo verso le fatturazioni elettroniche di clearance consisterebbe nel formalizzare la definizione di fornitori di servizi di fatturazione elettronica. L’attuale ruolo di tali fornitori nel framework myDATA è di aiutare i contribuenti nella preparazione, nel consolidamento e nella trasmissione dei dati al portale governativo. In futuro, il ruolo di tali fornitori potrebbe rimanere immutato, nel qual caso questi ultimi avrebbero bisogno di scarsa o nessuna supervisione governativa, oppure potrebbe espandersi e includere funzioni che in genere si trovano al centro dei controlli fiscali governativi, come la liquidazione di una fattura secondo diverse modalità.

Nel primo caso il sistema riprenderebbe il modello di clearance usato in India, in cui un fornitore di servizi applicativi (funzione non regolamentata), può svolgere varie funzioni, come la verifica del numero di riferimento della fattura sul documento, che nel quadro greco potrebbe corrispondere a verifica del numero di riferimento pertinente nell’ambito dello schema myDATA, denominato MARK. Il ruolo più esteso, invece, prevederebbe una funzione regolamentata soggetta al controllo del governo e ai criteri di ammissibilità generalmente restrittivi. Il fornitore del servizio agirà quindi nella sua qualità di agenzia governativa, simile a un PAC in Messico, che svolge la funzione di liquidazione della fattura esternalizzata dal governo. Resta da vedere quale di queste due strade prenderà la Grecia.

Per quanto riguarda il calendario di attuazione, il progetto myDATA dovrebbe essere rinviato di tre mesi, cosa che lascerebbe alle autorità più tempo per completare il sistema di accreditamento per i fornitori di servizi di fatturazione elettronica all’inizio del 2020. La nuova data di lancio prevista per lo schema myDATA è il 1 aprile 2020.

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Per saperne di più in materia di adempimento fiscale in Grecia, segui il nostro webinar del 14 novembre, quando parleremo del quadro myDATA nonché del programma della Grecia per rendere obbligatoria la fatturazione elettronica.

A seguito della recente consultazione pubblica in merito alla possibile introduzione di un regime di fatturazione elettronica in India, il Comitato per la GST ha ora pubblicato un white paper sulla struttura del nuovo quadro e fornito risposte a una serie di domande in sospeso.

A partire dal 1 gennaio 2020, i contribuenti in India potranno iniziare a utilizzare il nuovo quadro per la fatturazione elettronica, che si basa sulla connettività al sistema GST per la comunicazione di tutti i dati delle fatture B2B.  Inizialmente, l’uso del nuovo sistema sarà volontario per le imprese.  Diventerà obbligatorio solo in un secondo momento, in data che deve ancora essere comunicata dalle autorità competenti.

Il nuovo sistema di fatturazione elettronica, considerato sia una riforma fiscale sia una riforma delle imprese, ha due obiettivi chiave:

Con il nuovo sistema di fatturazione elettronica, i contribuenti saranno tenuti a creare la fattura elettronica nel formato strutturato JSON e a trasmetterla al portale di registrazione delle fatture (IRP). L’IRP verificherà quindi la fattura elettronica in base ai requisiti dello schema, per determinare se un file duplicato è già registrato sul sistema GST.

Al termine del controllo, l’IRP apporrà la propria firma digitale alla fattura elettronica, le assegnerà un numero di registrazione univoco (IRN) e creerà un codice QR corrispondente, prima di inviare la fattura al sistema GST. Il codice QR consentirà a venditore e acquirente di autenticare la fattura elettronica e di verificarne la corretta autenticazione nel sistema GST. Per visualizzare tutti i dati della fattura elettronica e i dettagli online è necessario essere connessi al portale. La firma digitale del contribuente non è obbligatoria, ma può essere applicata prima dell’invio all’IRP.

L’IRN può anche essere generato dal venditore secondo i parametri richiesti e, se soddisfa i criteri predefiniti, verrà convalidato dall’IRP e trasmesso al sistema GST.

Dopo l’approvazione dell’IRP, la fattura elettronica viene trasmessa al venditore e all’acquirente via e-mail.

I contribuenti possono utilizzare diversi metodi per connettersi all’IRP, inclusi Web, API, SMS, app mobili, strumenti offline o basati su GSP.

L’IRP mantiene le fatture elettroniche solo per 24 ore poiché la sua funzione principale è quella di confermare e assegnare l’IRN. Le fatture inviate al sistema GST verranno archiviate dal sistema per l’intero anno fiscale e i contribuenti dovranno conservare l’IRN di ciascuna fattura per garantire la conformità.

Il nuovo sistema semplifica la stesura delle dichiarazioni fiscali relative a beni e servizi (GST), popolando automaticamente le dichiarazioni con i dati delle fatture elettroniche. Il sistema GST aggiornerà così l’ANX-1 del venditore (registri delle vendite) e l’ANX-2 dell’acquirente (registro degli acquisti).

I dati della fattura elettronica verranno poi utilizzati come base per popolare la bolla di accompagnamento in uso (generazione automatica della parte A), a cui sarà necessario aggiungere solo il numero di immatricolazione del veicolo nella parte B del documento.

Sebbene il white paper sia stata un’utile guida per le imprese prima dell’introduzione del nuovo quadro di fatturazione elettronica, ci sono ancora alcune aree poco chiare che andranno affrontate nei prossimi mesi, tra cui la tempistica per l’invio della documentazione.

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La Grecia ha compiuto un passo importante verso la digitalizzazione del proprio sistema fiscale e l’introduzione di una piattaforma innovativa per l’adempimento fiscale dedicata ai contribuenti. La nuova piattaforma metterà a disposizione delle aziende un ambiente collaborativo nel quale i dati forniti all’agenzia delle entrate greca (IAPR) non interesseranno soltanto i loro libri contabili, ma serviranno anche a compilare automaticamente la situazione fiscale dei loro acquirenti.

Come conseguenza diretta di questa soluzione innovativa, i contribuenti saranno sollevati da alcuni obblighi di dichiarazione, i quali verranno adempiuti automaticamente dal sistema.

I contribuenti presenteranno sulla piattaforma, attraverso una soluzione automatizzata o tramite il portale web dell’IAPR, i dati sulle transazioni che verranno loro richiesti.

La nuova piattaforma, denominata myDATA, che sta per My Digital Accounting and Tax Application (la mia applicazione per contabilità e imposizione fiscale digitali), comprende due registri: il Record Book e il Summary Book.

Nel primo sono riportate le transazioni inoltrate alla piattaforma myDATA. Queste transazioni vengono categorizzate come entrate o uscite a seconda della tipologia (ad es. vendita di beni, prestazione di servizi e così via). I dati categorizzati vengono poi riassunti nel Summary Book, dove daranno vita a un’istantanea dei risultati contabili e fiscali per il periodo corrispondente.

I fornitori dovranno presentare un riepilogo di tutte le transazioni di vendita nazionali e oltre confine (all’ingrosso o al dettaglio). I dati sulle vendite dichiarati andranno ad aggiornare i libri delle entrate, mentre i dati sulle transazioni nazionali, quelli delle uscite corrispondenti agli acquirenti.

Gli acquirenti dovranno presentare un riepilogo delle fatture di acquisto nazionali e internazionali per le transazioni B2C in Grecia e all’estero. D’altra parte, dovranno presentare le acquisizioni dall’estero e saranno corresponsabili, insieme ai fornitori, per la dichiarazione delle transazioni B2B in Grecia. Se i fornitori non presenteranno le relative transazioni sulla piattaforma myDATA, gli acquirenti, per poter adempiere ai requisiti dei libri contabili elettronici, dovranno trasmettere i dati di tali transazioni.

I contribuenti continueranno a presentare dichiarazioni fiscali in base ai propri libri contabili ma, una volta presentate, i dati dichiarati saranno confrontati con i risultati dei dati registrati nei libri elettronici per il periodo corrispondente. Se viene rilevata una discrepanza tra i libri elettronici e le dichiarazioni IVA, il contribuente dovrà correggerla entro un periodo di due mesi. Superato questo limite temporale (disaccordo iniziale) il contribuente avrà due opzioni: 1) correggere la discrepanza e ristabilire la coerenza tra le dichiarazioni IVA e i libri elettronici, oppure 2) giustificare la discrepanza e ristabilire la coerenza, anch’essa corroborata da giustificazione. Se verrà adottata una di queste due misure, il disaccordo sarà considerato cessato e non verranno intraprese ulteriori azioni.

Se invece il contribuente non agisce entro il periodo limite di due mesi per correggere o giustificare la discrepanza, potranno avere luogo controlli fiscali o multe.

L’IAPR mette a disposizione un portale online di prova, dove i contribuenti possono testare le soluzioni proposte e l’integrazione del loro software contabile con le API di myDATA.

La proposta strutturale di myDATA è stata sottoposta a consultazione pubblica fino al 6 settembre 2019; ad oggi, l’IAPR non ha ancora pubblicato comunicazioni in merito al feedback ricevuto dagli operatori di settore e da altri parte interessate. Si prevede che myDATA sarà introdotto come progetto pilota nel quarto trimestre del 2019 e che sarà pienamente operativo entro l’inizio del 2020.

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Nel giugno di quest’anno, il ministro dell’azione e dei conti pubblici francese, Gérald Darmanin, ha dichiarato, attirando l’attenzione di molti, che il governo francese ha intenzione di rendere obbligatoria la fatturazione elettronica anche per le transazioni B2B. Ora sembrerebbe che il governo, guidato su questo tema dal ministro Darmanin e dal ministro delle finanze, Bruno Le Maire, sia passato dalle parole ai fatti. La legge finanziaria francese per il 2020, presentata formalmente in seguito al Consiglio dei ministri del 27 settembre, codifica il piano di estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica B2G già in vigore fino a coprire anche le fatture elettroniche B2B.  

Cosa c’è di nuovo?

In soli tre brevi paragrafi, il progetto di legge finanziaria delinea i principi generali di questa riforma in stato embrionale. Mentre molto verrà chiarito dai decreti successivi, l’art. 56 della legge finanziaria introduce la regola generale secondo la quale le fatture in forma elettronica saranno obbligatorie e, di conseguenza, le fatture cartacee non saranno più consentite. Inoltre, lascia intendere che le fatture elettroniche saranno sottoposte ad approvazione da parte dell’autorità fiscale o che, in alternativa, i dati in esse contenuti saranno trasmessi all’autorità fiscale per consentire i controlli IVA sulla fattura. Essenzialmente, e senza alcuno stupore, la Francia si unirà alle fila di altri paesi come Messico, Turchia, Italia e Brasile, che già hanno implementato misure per contrastare il divario IVA tramite meccanismi di controllo dell’imposta in tempo reale. 

La tabella di marcia per l’applicazione del mandato, così come è avvenuto per il mandato B2G attualmente in vigore, sarà distribuita su diverse fasi, con un’applicazione graduale sulle aziende a seconda delle loro dimensioni. La prima fase del mandato avrà inizio il 1 gennaio 2023 e, secondo il disegno di legge, l’intera economia dovrebbe essere operativa secondo il nuovo sistema di fatturazione elettronica entro il 1 gennaio 2025.  

Il governo afferma inoltre che, nel corso del prossimo anno, presenterà una relazione al Parlamento, l’Assemblée Nationale, volta a illustrare le modalità di attuazione della riforma, nonché l’analisi di fondo di quale metodo e quali regolamenti costituiscono la soluzione tecnica, giuridica e operativa più appropriata, in particolare per quanto riguarda la clearance/trasmissione dei dati delle fatture all’amministrazione fiscale.

Qual è il passo successivo?

Oltre all’analisi e alla stesura delle leggi e relazioni annunciate dal governo, è anche chiaro che un altro elemento critico deve essere affrontato prima che la riforma diventi realtà: Bruxelles.  

Da quando l’Italia ha intrapreso lo stesso percorso ed è diventato il primo paese dell’UE a introdurre la clearance tramite fatturazione elettronica B2B, sono stati individuati molti parallelismi tra i due paesi. Entrambi condividono una situazione simile in termini di divario IVA e di infrastrutture IT, il che ha indotto molti esperti (giustamente) a supporre che la Francia avrebbe seguito il percorso Intrapreso dall’Italia. Tuttavia, per agire nel pieno rispetto della legge, l’Italia ha dovuto chiedere e ottenere l’autorizzazione dal Consiglio dell’Unione europea per discostarsi dalle disposizioni della direttiva UE sull’IVA (2006/112/CE). Il governo francese ha riconosciuto che dovrà fare altrettanto.  

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Vuoi saperne di più? Per un’analisi continua e approfondita della riforma francese per la fatturazione elettronica e delle sue sfide, il 3 ottobre partecipa al webinar tenuto da Christiaan van der Valk, esperto di fatturazione elettronica e vicepresidente della strategia di Sovos.

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Il mese scorso abbiamo effettuato alcune previsioni su come il risultato delle elezioni avrebbe influito sul programma dell’Autorità indipendente delle entrate pubbliche (IAPR) in merito alla riforma della presentazione di dichiarazioni elettroniche e della fatturazione elettronica allora in programma. Sembra che il governo appena eletto sia pienamente in linea con il programma di IAPR per implementare contabilità e dichiarazioni elettroniche (la fatturazione elettronica obbligatoria è ancora in programma, ma in una fase successiva) e il modello proposto, come annunciato ieri dal ministro delle Finanze durante una sessione parlamentare.

La IAPR ha compiuto notevoli progressi in direzione dell’implementazione del sistema di presentazione delle dichiarazioni elettroniche (denominato “Epopis”), pubblicando proprio ieri le specifiche tecniche e le istruzioni per la trasmissione dei dati alla piattaforma IAPR. La piattaforma di presentazione delle dichiarazioni IAPR ora ha un nome, “ myDATA”, e include contabilità digitale e applicazione delle imposte. È bene sottolineare che non è stata ancora resa disponibile alcuna documentazione legale.

Dopo aver messo a disposizione informazioni sufficienti sulla procedura e sui dettagli tecnici, la IAPR ha avviato una consultazione pubblica per ricevere dalle imprese e dalle parti interessate pareri sul sistema di presentazione delle dichiarazioni elettroniche proposto, consultazione che rimarrà aperta fino al 6 settembre 2019.

Sono passati più di sei mesi da quando i contribuenti italiani si sono dovuti adattare al sistema di fatture elettroniche.

Secondo le statistiche dell’Agenzia Entrate, il numero di fatture elettroniche che sono state trasmesse nei primi sei mesi tramite SDI, supera 1 miliardo di file.

Lo scorso anno è stato emesso il decreto 119/2018 e le autorità fiscali italiane hanno semplificato la liquidazione dei contribuenti per la prima metà del 2019, in modo da potersi adattare al nuovo sistema di fatturazione elettronica.

Poiché il cosiddetto “periodo di grazia” è terminato il primo luglio, è tempo di ricordarti i cambiamenti e le sanzioni che verranno applicati dopo questa data!

Con lettera circolare n. 14/ E 2019 pubblicata il 17 giugno 2019,le autorità
hanno fornito ulteriori chiarimenti sulla fatturazione elettronica e la segnalazione delle transazioni transfrontaliere

Semplificazioni Durante il Periodo di Grazia

Regime sanzionatorio ridotto per fatture elettroniche obbligatorie

Per la prima metà del 2019, sia per i fornitori che per i clienti, le sanzioni saranno ridotte come segue:

Fino al 30 giugno 2019;

Scadenza per la fatturazione e registrazione delle fatture

Registrazione delle fatture in entrata: Registro IVA e tempo di recupero IVA

Doppio Appuntamento

Se c’è una discrepanza tra la data della transazione e la data di emissione della fattura, il contribuente deve inserire entrambe le date.

Tuttavia, per superare il problema di inserire entrambe le date nella fattura elettronica, la circolare 14/E afferma che la data della transazione deve essere inserita nel campo data invece che in quello relativo alla data di emissione. La data di emissione, che è la data di trasmissione a SDI, verrà assegnata direttamente da SDI.

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Il 7 luglio, la Grecia è andata al voto per eleggere un nuovo governo. Il partito di sinistra del governo precedente, al potere dal 2015, ha subito un duro colpo:  eletto con la speranza che potesse introdurre politiche meno severe, in realtà secondo molti non solo non ci sarebbe riuscito, ma avrebbe addirittura peggiorato la situazione. Come era prevedibile, quindi, il partito di centrodestra dell’opposizione ha trionfato con la maggioranza assoluta. Con questo risultato, la Grecia ha nuovamente votato per il cambiamento, scegliendo un programma che dovrebbe stimolare la crescita economica. 

Impatto sulla riforma della fatturazione elettronica in programma

Prevediamo che il risultato delle recenti elezioni potrebbe avere un impatto sull’ordine del giorno dell’Autorità indipendente delle entrate pubbliche (AADE) in merito a come la Grecia attuerà la riforma della fatturazione elettronica in programma.

L’AADE, che ha autorità su tutte le questioni fiscali nel paese, è anche l’ente che ha architettato la recente proposta per un quadro nazionale di fatturazione e rendicontazione elettroniche. Trattandosi di un’autorità indipendente e non soggetta ad alcuna forma di supervisione o controllo da parte del governo, l’AADE non dovrebbe essere influenzata dall’esito delle elezioni parlamentari; tuttavia, la sua politica potrebbe variare a seconda di quanto rigoroso sarà il nuovo governo con i controlli fiscali e l’applicazione dei relativi obblighi nel tentativo di combattere l’evasione fiscale e colmare il disavanzo IVA del paese.

Potenziali scenari

Prima di effettuare previsioni, è bene sottolineare che l’AADE inizialmente ha previsto un mandato di fatturazione elettronica simile a quello introdotto in Italia nel 2018-2019. Tuttavia, proprio come l’Italia, in questo caso la Grecia avrebbe bisogno di chiedere e ottenere l’approvazione UE prima di una simile riforma. Una deroga UE simile a quella concessa all’Italia, però, richiederebbe tempo e potrebbe essere più difficile da ottenere, poiché la Grecia è priva dell’infrastruttura tecnica di fatturazione elettronica B2G di cui l’Italia già disponeva.  Pertanto, ha preferito affidarsi a un altro modello, basato sulla rendicontazione e sulla contabilità elettroniche, tenute all’interno della piattaforma online dell’agenzia delle entrate greca. In sostanza, questo modello è una combinazione di trasmissione dei dati di base della fattura guidata dai fornitori e requisiti sul lato acquirente per la convalida dei dati con diverse informazioni contabili.  La procedura consentirà anche di aggiornare i libri contabili digitali dell’AADE. Il modello proposto non arriva alla "clearance" in tempo reale delle fatture elettroniche, ma l’AADE ha affermato che questo approccio in stile latinoamericano è, in definitiva, il suo obiettivo per il paese.

L’AADE ha annunciato che il modello di rendicontazione e contabilità sarà attuato nel gennaio 2020 ma, poiché nei prossimi mesi il paese si troverà ad affrontare un cambiamento politico, questa scadenza appare poco realistica.

Sebbene sia difficile prevedere se la Grecia passerà o meno al quadro di rendicontazione e contabilità elettroniche proposto, è ancor meno probabile che le autorità cambino la portata o le specifiche dei dati della fattura da inviare all’amministrazione fiscale negli schemi di trasmissione futuri. Se le indicazioni in termini di implementazione possono cambiare, lo spostamento dell’attenzione dalla conformità tradizionale e audit a controlli delle transazioni più continui in tempo reale o quasi è significativo. Questa tendenza sta guadagnando terreno in tutta Europa ed è politicamente inarrestabile, poiché sempre più governi stanno adottando misure per combattere le frodi e rendere i controlli fiscali più efficaci. 

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Siccome sempre più paesi nel mondo dipendono dall’IVA, dalla GST o da altre imposte indirette come singola fonte di entrate pubbliche significativa, i governi cominciano a chiedersi quali mezzi tecnici utilizzare per massimizzare la riscossione delle imposte dovute sotto i nuovi regimi fiscali. L’India è solo l’esempio più recente di questa tendenza.

La GST è stata introdotta nel paese nel luglio 2017, dopo lunghi anni di discussioni e trattative tra le diverse parti interessate. La riforma ha comportato semplificazioni significative e la razionalizzazione della tassazione in India. Sebbene vi siano stati alcuni ostacoli, in confronto ad altri paesi si è trattato di un’implementazione piuttosto rapida: appena due anni dopo la sua implementazione, la riforma è considerata da molti un successo e sembra che il governo sia pronto a fare un ulteriore passo in avanti introducendo obblighi fiscali in tempo reale sulle procedure di fatturazione elettronica B2B.

L’India si sta muovendo verso l’applicazione degli obblighi fiscali in tempo reale

All’inizio della primavera, il Consiglio indiano per la GST ha annunciato la formazione di un comitato speciale allo scopo di indagare sulla potenziale attuazione di un sistema di fatturazione elettronica B2B obbligatorio: il “Committee of Officers on generation of electronic invoice through GST Portal” (CoO).

Nello specifico, il CoO è stato incaricato di analizzare e confrontare il sistema di clearance sudcoreano con sistemi simili in America Latina, al fine di individuare le migliori prassi globali e di valutare fino a che punto l’attuale piattaforma indiana controllata dallo stato (la rete GST) può fungere da centro nevralgico in un processo di fatturazione elettronica che segua un modello di clearance.

Alla fine di maggio, il CoO ha formato due sottocomitati per lavorare su binari paralleli: da una parte su questioni legali e politiche, dall’altra sullo sviluppo di requisiti tecnici. Nelle ultime settimane, i lavori sono progrediti sia nei gruppi di lavoro sia in consultazioni tra pubblico e privato.

Il comitato si sta avvicinando al termine delle delibere iniziali, ma le sue raccomandazioni conclusive non sono ancora state pubblicate in un resoconto finale. Di conseguenza, non sono ancora stati resi pubblici progetti di legge, di sistemi di fatturazione o di strutture per i processi; tuttavia, i risultati dovrebbero essere pubblicati durante l’estate.

Come sarà questo sistema?

Se è ancora troppo presto per descrivere con assoluta certezza come sarà il sistema di fatturazione elettronica indiano, sicuramente non mancano le ipotesi in merito. Il CoO aveva il compito di studiare come l’attuale sistema di eWaybill potesse essere riciclato in un sistema di fatturazione elettronica obbligatorio, per cui è molto probabile che il nuovo sistema presenti forti somiglianze con le procedure di eWaybill.

Tali somiglianze includono il principio della generazione in tempo reale o quasi di intervalli di numeri di fattura da una piattaforma centrale, che devono poi essere inclusi nella fattura stessa affinché diventi un documento valido ai fini fiscali. In altre parole, questo tipo di sistema non comporterebbe l’emissione della fattura su un portale per la clearance, come in Italia, ma costituirebbe una versione di fatturazione elettronica leggermente più facilitata.

Qual è il passo successivo?

La fatturazione elettronica in India è una possibilità legale e una realtà pratica già da diversi anni e, di conseguenza, molte aziende sono già al passo con la fatturazione elettronica basata su PDF nel paese. Date le dimensioni dell’economia indiana e il ruolo che svolge nella produzione globale, qualsiasi grande riforma della fatturazione elettronica avrà un impatto significativo non solo sulle imprese locali, ma sul commercio internazionale nel suo complesso.

Il 21 giugno, il Consiglio GST dovrebbe discutere in generale dei controlli fiscali e di come aumentare la riscossione delle imposte attraverso requisiti di conformità modernizzati. Resta da vedere se il Consiglio GST è pronto a prendere una decisione formale sull’introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria nel paese o se è pronto a pubblicare un quadro di alto livello per considerazioni di base come obiettivi, date di entrata in vigore e principi tecnici di alto livello.

In caso contrario, non c’è motivo di preoccuparsi che la decisione possa essere posticipata; se mai, sarebbe saggio aspettarsi il contrario: il governo del primo ministro Modi ha più volte mostrato la capacità di portare a termine i compiti molto rapidamente. Dopo il successo ottenuto alle elezioni di un mese fa, non ci sono ragioni per credere che il primo ministro non farà lo stesso con questo progetto.

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L’Italia è in prima linea nella fatturazione elettronica B2G in Europa fin dal lancio del Sistema di Interscambio (SDI), piattaforma per la fatturazione elettronica creata e resa obbligatoria per tutti i fornitori del settore pubblico nel 2014.

Mentre alcuni dei suoi vicini europei si adoperano per recuperare lentamente terreno, l’Italia continua a migliorare l’integrazione delle nuove tecnologie nelle procedure della pubblica amministrazione. L’ultima novità è l’introduzione degli ordini elettronici negli appalti pubblici. Sfruttando il successo ottenuto dal Nodo di Smistamento degli Ordini della pubblica amministrazione in Emilia-Romagna, l’Italia sta ora estendendo questa funzionalità in tutto il paese.

Ordini elettronici per acquisti non limitati ai soli prodotti sanitari

Dal 1º ottobre 2019, tutti gli ordini di prodotti acquistati dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) devono essere consegnati e ricevuti dai fornitori tramite la piattaforma NSO. I fornitori interessati dal provvedimento saranno tenuti a ricevere ordini elettronici dagli enti pubblici: la pubblica amministrazione non procederà alla liquidazione e al pagamento di fatture emesse da società non conformi. È interessante notare che il provvedimento copre tutti gli ordini di acquisto effettuati da enti associati al SSN, compresi non solo i prodotti di carattere sanitario ma anche le forniture per ufficio e di elettronica.  

Oltre alla ricezione obbligatoria degli ordini elettronici, i fornitori potranno anche inviare messaggi alla pubblica amministrazione. In casi precedentemente concordati tra fornitori e pubblica amministrazione, la società fornitrice può inviare ordini elettronici precompilati all’acquirente della pubblica amministrazione, che potrà confermare o rifiutare la fornitura proposta.

Ordini elettronici e fornitori esteri

Anche i fornitori esteri dovranno adeguarsi al provvedimento. Il mandato NSO avrà un certo impatto sulla fatturazione elettronica per le pubbliche amministrazioni italiane, visto che alcuni dati degli ordini elettronici devono essere inclusi nelle fatture elettroniche che vengono trasmesse attraverso l’SDI.

Il sistema NSO è basato sull’infrastruttura SDI esistente e, di conseguenza, la comunicazione con l’NSO richiede che il canale venga accreditato in maniera simile all’SDI. I fornitori e gli intermediari che già provvedono alla trasmissione di messaggi tramite la piattaforma SDI devono conformarsi ai requisiti di certificazione complementari, che devono ancora essere pubblicati. Inoltre, le specifiche tecniche mostrano che gli intermediari PEPPOL possono interagire con la piattaforma NSO grazie a un servizio di Access Point accreditato con l’NSO.

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Chi ha seguito da vicino gli annunci SAF-T degli ultimi anni può essere perdonato se ha avuto la sensazione di assistere alla stessa scena più e più volte,  con un susseguirsi di date di inizio e obblighi di rendicontazione annunciati, poi modificati e ripubblicati man mano che i paesi interessati valutavano le rispettive esigenze e la disponibilità delle aziende a fornire i dati nei formati richiesti.

All’inizio del mese, la Polonia ha annunciato che le modifiche previste per il 1° luglio 2019, per la presentazione obbligatoria dei dati SAF-T e il corrispondente annullamento dell’obbligo di presentare una dichiarazione IVA periodica, sarebbero state rinviate a gennaio 2020. 

Sempre questo mese, la Romania ha reso nota l’intenzione di diventare l’ottavo paese ad adottare SAF-T introducendo i requisiti per la rendicontazione delle transazioni entro la fine del 2020.   

Ma che cos’è SAF-T? Come si pongono i paesi che hanno introdotto la relativa legislazione e cosa ci riserva il futuro?

SAF-T: un formato di file per la verifica delle imposte

Il formato SAF-T, ovvero il file di verifica standard per le imposte, è stato sviluppato dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) con l’obiettivo di creare uno standard per lo scambio elettronico dei dati contabili tra le organizzazioni alle relative autorità fiscali nazionali e gli auditor esterni.

I due principi chiave alla base di questo concetto sono:

  1. Le organizzazioni dovrebbero essere in grado di esportare informazioni dai loro sistemi contabili (fatture, pagamenti, libri giornale e master file) in un formato standard per
  2. Consentire ad autorità fiscali e auditor esterni di rendere ispezioni e verifiche fiscali più efficienti ed efficaci.

Nel 2005, l’OCSE ha rilasciato la prima versione dello schema SAF-T, che fornisce dettagli sul contenuto di un report xml SAF-T e su come formattare e strutturare tali dati.  Lo schema originale si basava su libro mastro e dettagli di fatture e pagamenti, insieme ai master file di clienti e fornitori.  Nel 2010 è stata presentata una seconda versione dello schema SAF-T che includeva informazioni sull’inventario e sui capitali fissi.

Ciò che l’OCSE non ha definito e che spetta quindi all’amministrazione fiscale di ciascun paese decidere è il formato esatto in cui i dati vanno acquisiti e quando e come vanno inviati all’amministrazione fiscale.

Approcci diversi

Dai paesi che hanno adottato SAF-T emergono tre approcci generali:

In alcuni casi, si parte dall’obbligo di produrre dati su richiesta e si sfocia poi in invii periodici.

A che punto siamo?

Oggi sono sette i paesi che hanno introdotto leggi a sostegno dei requisiti SAF-T.

Portogallo

Il Portogallo è stato uno dei primi ad adottare questi provvedimenti, tanto che dal 2008 gli enti portoghesi sono tenuti a estrarre i dati nel formato di file SAF-T (basato sulla prima versione dello schema OCSE SAF-T) con cadenza annuale.  Nel 2013 sono seguite ulteriori estensioni per includere i dati delle fatture di vendita e altri documenti su base mensile.

Lussemburgo

Il Lussemburgo ha introdotto l’obbligo di estrarre i dati in formato SAF-T nel 2011.  La norma si applica solo alle aziende con sede in Lussemburgo soggette al piano dei conti locale e i dati vanno presentati soltanto su richiesta delle autorità fiscali.

Francia

La Francia ha introdotto un requisito SAF-T nel 2014, utilizzando un formato proprietario anziché lo standard SAF-T dell’OCSE, che richiede l’invio dei file in formato .txt.  Al momento l’invio dei dati è previsto solo su richiesta delle autorità fiscali francesi.

Austria

L’Austria ha introdotto il SAF-T nel 2009 e al momento prevede l’invio dei dati solo se richiesto dalle autorità fiscali.

Polonia

A oggi, la Polonia è forse il più grande sostenitore del formato SAF-T, avendo introdotto l’obbligo per le grandi aziende di presentare dichiarazioni JPK (Jednolity Plik Kontrolny) con cadenza mensile nel 2016.

Lituania

La Lituania ha introdotto l’obbligo di presentare i.MAS basati su SAF-T in maniera graduale, iniziando dalle organizzazioni più grandi nel 2016 e lavorando per imporre SAF-T a tutte le imprese entro il 2020.  L’i.MAS si compone di tre parti: la segnalazione i.SAF delle fatture di acquisto e di vendita su base mensile, la comunicazione i.VAZ dei documenti di trasporto/spedizione e il resoconto sulle transazioni contabili i.SAF-T, che va inviato solo su richiesta delle autorità fiscali.

Norvegia

SAF-T è in atto su base volontaria dal 2017 e c’è che vorrebbe imporlo su richiesta da gennaio 2020.

Cosa ci riserva il futuro di SAF-T?

I paesi che ricevono dati SAF-T regolari a livello di transazione potrebbero ridurre i requisiti periodici di dichiarazione IVA.  Questo perché la necessità di preparare una dichiarazione IVA contenente informazioni che le autorità fiscali già ricevono su base transazionale può essere considerata come un inutile duplicato. 

La Polonia propone che i dati SAF-T vadano a sostituire la necessità di presentare una dichiarazione IVA a partire da gennaio 2020.

La Romania propone una transizione graduale alla presentazione dei dati sulle transazioni a partire dal 2020, cominciando dalle grandi aziende, con una riduzione delle dichiarazioni IVA da inoltrare.

 

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Il ministro francese dell’Azione e dei conti pubblici, che ha autorità su tutte le questioni fiscali, ha approfittato della procedura necessaria per recepire la direttiva sull’e-commerce dell’UE al fine di sponsorizzare una serie di iniziative mirate a contenere le frodi IVA, tra cui il rinnovato tentativo di creare un sistema di fatturazione elettronica obbligatoria.

Passare da B2G a B2B

Al momento ci troviamo alle ultime fasi di un programma per l’implementazione graduale della fatturazione elettronica B2G (appalti pubblici), in base al quale anche le piccole aziende presto dovranno inviare le proprie fatture agli enti pubblici tramite la cosiddetta piattaforma Chorus.

L’attuale presidente Macron, quando era ancora ministro delle Finanze sotto il suo predecessore François Hollande, aveva proposto di introdurre obblighi simili anche per la fatturazione elettronica B2B, ma la sua proposta era stata respinta a causa di incoerenze con la direttiva IVA e di un aumento percepito dell’onere amministrativo per le aziende.

Tuttavia i tempi sono cambiati e, da quando l’Italia ha aperto la strada il 1 gennaio 2019, anche la Francia, come altri Stati membri dell’UE, ha iniziato a riconoscere nuove opportunità nell’applicazione di un mandato di fatturazione elettronica B2B . Il governo italiano ha ottenuto una deroga UE a determinate disposizioni della direttiva IVA e questo ha permesso al paese di lanciare un mandato nazionale di fatturazione elettronica basato su controlli immediati in tempo reale da parte dell’Agenzia delle entrate. Tali sistemi di fatturazione elettronica di "clearance", ispirati all’approccio adottato negli ultimi 5-10 anni dai paesi dell’America Latina, si sono dimostrati molto efficaci nella lotta contro le frodi IVA.

Un primo passo verso una fatturazione elettronica di "clearance" a livello nazionale?

Se è ancora troppo presto per parlare di una proposta francese concreta (o teorica) per la fatturazione elettronica B2B, è chiaro che il governo ha intenzioni serie in questo senso. Il Ministro Gérald Darmanin ha dichiarato l’intenzione di avviare un processo di consultazione che coinvolga il settore privato per discutere di come aggiornare le piccole e medie imprese al nuovo sistema nel modo più agevole possibile.

 

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Sun Chemical consolida i propri obblighi fiscali globali grazie a Sovos

caso di studio

Sun Chemical

Sovos ha facilitato le attività di rendicontazione multinazionale di Sun Chemical, consentendo all’azienda di consolidare i propri sforzi in termini di conformità.

Riepilogo

Sfide aziendali

  • Sun Chemical era alla ricerca della soluzione ideale per ridurre al minimo le conseguenze dei cambiamenti dei mandati sulle operazioni aziendali.

  • L’azienda doveva superare le barriere linguistiche tra i team locali e tecnici.

Soluzione

  • Sun Chemical aveva bisogno di una piattaforma in grado di consolidare i propri sforzi in termini di conformità in tutti i mercati dell’America Latina.

Vantaggi

  • La piattaforma di rendicontazione aziendale nei confronti del governo di Sovos riduce i ritardi e le interruzioni delle attività.

  • Sun Chemical ora offre supporto locale in lingua spagnola, inglese e portoghese, superando così le barriere linguistiche.

  • Senza doversi concentrare sul monitoraggio legislativo, il team di Sun Chemical può dedicarsi all’innovazione.

L'azienda

Sun Chemical è il maggiore produttore mondiale di inchiostri e pigmenti per la stampa. Con oltre 3,5 miliardi di dollari di vendite annuali, l’azienda è un fornitore leader di materiale per imballaggi, pubblicazioni, rivestimenti, plastica, cosmetici e altri mercati in 56 paesi. L’azienda opera 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana, e può contare su centinaia di fornitori e partner in tutto il mondo.

La sfida

Sun Chemical non può permettersi interruzioni delle attività o problemi di spedizione. Le sue procedure di fatturazione elettronica devono essere uniformi in tutte le fasi, tra cui la configurazione SAP, le prestazioni del middleware, le connessioni al server di conformità delle autorità locali e la stampa.

A causa dei mandati di fatturazione elettronica in vigore in America Latina, Sun Chemical ha dovuto condurre costanti revisioni della legislazione al fine di individuare nuovi requisiti da convertire nel sistema. Un’ulteriore sfida era rappresenta dalle barriere linguistiche. Dato che i requisiti tecnici venivano comunicati nelle lingue locali, era necessario comprendere i mandati e trasformare le modifiche nel sistema. Le parti che non potevano contare su elevate competenze tecniche nella lingua locale hanno registrato ritardi e confusione, riducendo così l’efficienza complessiva.

La soluzione

Sulla base delle esigenze di conformità individuali, Sun Chemical ha scelto di implementare diverse soluzioni in ciascun paese. In Argentina, ha optato per la soluzione di rendicontazione aziendale nei confronti del governo di Sovos per mantenere la propria piattaforma di conformità. In Cile e Messico, ha scelto due fornitori locali distinti con due modelli diversi e, in Messico, ha implementato una soluzione interna.

“Il cambiamento è già in atto, ma noi siamo pronti ad adattarci automaticamente grazie alla soluzione di [Sovos]. Trasformare un obbligo giuridico nella lingua del luogo in un piano di configurazione è molto complicato, perciò il servizio di aggiornamento automatico alla nuova normativa ci è stato di grande aiuto”.

Aldo Magenes

SAP Analyst di Sun Chemical

I vantaggi

In termini di assistenza alla produzione, le metriche hanno mostrato un grande vantaggio in Argentina, dove Sun Chemical aveva implementato la piattaforma regionale di rendicontazione aziendale nei confronti del governo di Sovos. L’azienda ha scelto di espandere la sua partnership con Sovos alle operazioni in Cile, Messico e Brasile.

I risultati

Con il supporto locale in lingua inglese, portoghese e spagnola, la piattaforma regionale di rendicontazione aziendale nei confronti del governo di Sovos ha aiutato Sun Chemical a individuare i problemi di conformità e concentrarsi sui risultati aziendali. La soluzione fornita da Sovos ha alleggerito la necessità di monitorare ogni singola modifica e tradurla in piani di configurazione del sistema, facendo risparmiare tempo prezioso al team e riducendo il rischio di sanzioni.

Perché Sovos?

Sun Chemical ha valutato ciascuna delle quattro soluzioni per la compliance relativa alle norme di fatturazione elettronica in America Latina con una serie di misurazioni dei costi e dei benefici. I dirigenti dell’azienda sapevano che la soluzione migliore per il team interno era dedicare più tempo all’innovazione e al miglioramento delle relazioni commerciali con i clienti. Per questo motivo, erano alla ricerca di una soluzione che minimizzasse i ritardi e le interruzioni e mantenesse il team concentrato sulle questioni più rilevanti.

Grazie a Sovos, Ashland massimizza l’efficienza delle procedure di dichiarazione dell’IVA

caso di studio

Ashland

Grazie al passaggio a VAT Reporting di Sovos, oggi Ashland può contare su un servizio creato su misura per gestire in modo standard, efficiente e preciso 40 regimi fiscali IVA diversi e due Shared Service Center.

Riepilogo

Sfide aziendali

  • Nell’area EMEA, ogni mese, Ashland doveva elaborare 40 regimi fiscali IVA diversi e, nonostante il suo approccio alla compliance fosse centralizzato, non era standardizzato, rallentando così le attività di compliance e aumentando le probabilità di commettere errori.
  • L’azienda si è rivolta a due Shared Service Center, perché aveva bisogno di una soluzione per la dichiarazione dell’IVA in grado di standardizzare la compliance e migliorare l’efficienza.

Soluzione

  • Ashland ha implementato il sistema di dichiarazione IVA di Sovos al fine di affrontare queste sfide e fornire un’assistenza personalizzata.
  • Da allora Ashland ha implementato anche le soluzioni SAF-T e Spain SII per mantenere procedure di compliance centralizzate ed efficienti.

Risultati

  • Grazie a Sovos, Ashland ha ottenuto risultati migliori in termini di standardizzazione, efficienza e accuratezza, consentendo al suo team di concentrarsi sull’analisi e sui miglioramenti delle procedure.
  • Il tempo necessario per preparare una dichiarazione IVA è diminuito in media del 30-50 %.
  • Ashland mantiene una compliance costante nei paesi in cui opera.

L'azienda

Ashland Global Holdings Inc. (NYSE: ASH) è una delle principali aziende internazionali produttrici di specialità chimiche e opera in una vasta gamma di mercati, tra cui: adesivi, rivestimenti architettonici, automobili, edilizia, energia, alimenti, igiene personale e settore farmaceutico. Ashland si serve di circa 6500 esperti appassionati e tenaci (da chimici ricercatori e scienziati noti a ingegneri e operatori di impianto talentuosi) con un unico obiettivo: sviluppare soluzioni pratiche, innovative ed eleganti a problemi complessi per clienti operanti in oltre 100 paesi.

La sfida

Con 40 regimi fiscali IVA diversi in tutta l’area EMEA e due Shared Service Center operanti in location differenti, l’approccio di Ashland a dichiarazioni e rendicontazione IVA non era standardizzato. Ogni contabile aveva un approccio individualizzato alle riconciliazioni e alla preparazione delle rendicontazioni, complicando così le attività di revisione e convalida delle dichiarazioni. Senza una procedura standardizzata, la conformità agli obblighi IVA richiedeva molto tempo.

La soluzione

Dovendo elaborare 40 dichiarazioni IVA al mese nell’area EMEA, oltre ad altre rendicontazioni IVA, Ashland ha deciso di spostare le procedure di compliance IVA in due Shared Service Center: uno in Polonia e uno in India. Con questa centralizzazione, l’azienda aveva bisogno di un singolo strumento che non solo generasse dichiarazioni in ciascun paese, ma consentisse anche di ottenere risultati standardizzati e accurati.

“Senza un buon software, sarebbe impossibile adattarsi alla velocità con cui cambiano gli obblighi fiscali in termini di dichiarazione dell’IVA. Senza Sovos non saremmo in grado di soddisfare in tempo queste normative”.

Anna Buchnowska

EMEA VAT manager, Ashland

I vantaggi

Dopo aver implementato la soluzione per la dichiarazione dell’IVA di Sovos, Ashland ha conseguito numerosi vantaggi, in particolare in termini di standardizzazione, efficienza e precisione. Le fasi procedurali relative alla dichiarazione dell’IVA, tra cui preparazione, riconciliazione e generazione delle rendicontazioni, sono ora più efficienti. In questo modo, il team addetto alla fiscalità dispone di più tempo per concentrarsi sulle analisi reali, senza dover rispondere agli auditor e gestire gli aspetti tecnici della compliance (raccolta dei dati, tabelle Excel, ecc.). Inoltre, il responsabile IVA adesso può rivedere e controllare le rendicontazioni in maniera più agevole.

La creazione di rendicontazioni IVA è stata automatizzata e i risultati sono evidenti: maggiore precisione grazie alla riduzione degli errori umani, revisione di più transazioni al contempo ed esecuzione di audit interni prima della presentazione delle rendicontazioni stesse. Grazie a Sovos, adesso Ashland può adeguarsi rapidamente ai nuovi e crescenti obblighi di rendicontazione dell’IVA, come il SAF-T.

A livello aziendale, Ashland ha migliorato le prestazioni e ridotto i costi, mantenendo e perfezionando continuamente il livello di compliance.

I risultati

Nonostante le crescenti complessità relative alla compliance dell’area EMEA e l’aumento degli obblighi di rendicontazione, Ashland è in grado di gestire le attività di rendicontazione dell’IVA con lo stesso numero di membri del personale che aveva prima dell’implementazione di Sovos, ma lo fa in modo più efficiente. Grazie all’implementazione di Sovos, il tempo necessario per preparare una dichiarazione IVA è diminuito in media del 30-50 %, consentendo ai team che si occupano di IVA di concentrarsi maggiormente sul miglioramento di verifiche e procedure di controllo e di analisi. L’implementazione di Sovos ha permesso ad Ashland di identificare eventuali problemi prima di effettuare le rendicontazioni e di gestire gli audit molto rapidamente, mitigando il rischio di sanzioni con dati chiari, accessibili e verificati.

Perché Sovos?

In termini di adempimento IVA, Ashland aveva preso in considerazione varie opzioni, rivolgendosi a società di consulenza e fornitori di servizi tecnologici. Con Sovos, Ashland ha ottenuto la standardizzazione e la precisione di cui aveva bisogno. La decisione non è stata presa solo considerando il fattore tecnologico, poiché il partner ideale era rappresentato da un’azienda con servizi relativi alla conformità agli obblighi IVA. Inoltre, nella scelta sono stati determinanti anche i servizi di assistenza. Alla fine Ashland ha scelto Sovos perché i leader fiscali si sono convinti che avrebbero ottenuto un servizio solido e su misura, di qualità superiore ai modelli di consulenza tradizionali.

Da quando ha scelto la soluzione di rendicontazione dell’IVA di Sovos, Ashland ha ampliato il suo campo d’azione, includendo anche la conformità con i requisiti normativi SII della Spagna. Considerata la comparsa di requisiti normativi sulla compliance in tutto il mondo, Ashland ha trovato in Sovos la soluzione ideale.

Brown Forman si adatta all’evoluzione delle normative in materia di fatturazione elettronica grazie a Sovos

caso di studio

Brown Forman

La soluzione per la compliance relativa alla fatturazione elettronica di Sovos ha permesso a Brown-Forman di alleviare gli oneri della conformità del suo team IT.

Riepilogo

Sfide aziendali

  • Strategia di crescita ostacolata da normative complesse

  • Risposte e processi in tempo reale richiesti dai mandati che incidono sulle operazioni aziendali

  • Risorse IT limitate per monitorare e implementare i requisiti

Soluzione

Brown Forman ha scelto la piattaforma di rendicontazione aziendale nei confronti del governo di Sovos per:

  • Brazil Nota Fiscal
  • Mexico CFDI
  • Mexico eContabilidad

Vantaggi

  • La perfetta integrazione con SA

  • Il monitoraggio e il supporto costanti hanno comportato zero interruzioni dell’attività

  • La capacità di ridistribuire le risorse nelle funzioni aziendali principali

  • L’eliminazione della necessità di continui aggiornamenti SAP e del peso che grava sul reparto IT

L'azienda

Brown-Forman è una delle 10 maggiori aziende produttrici di liquori al mondo e distribuisce i suoi prodotti in oltre 160 paesi. Con sede a Louisville, nel Kentucky, e uffici operanti in tutto il mondo, Brown-Forman produce brand rinomati come Jack Daniels, Southern Comfort e Woodford Reserve.

La sfida

L’espansione internazionale ha costituito una tappa fondamentale nella storia di successo di Brown-Forman, ma si è anche trattato di una strategia di crescita che ha comportato responsabilità enormi per il reparto IT. I sistemi SAP dell’azienda, infatti, dovevano essere adattati ai costanti cambiamenti della legislazione finanziaria mondiale e i mandati di fatturazione elettronica minacciavano di appesantire eccessivamente gli oneri del team IT. In particolare, la situazione era preoccupante in Brasile e Messico, paesi in cui l’azienda gestisce nove strutture e le normative cambiano di frequente.

Considerata la necessità di risposte e processi in tempo reale, qualsiasi svista nella fatturazione elettronica di questi paesi avrebbe influenzato sia i team finanziari che quelli della catena di approvvigionamento e avrebbe provocato un impatto significativo sulle operazioni aziendali. 

La soluzione

Brown-Forman disponeva di risorse IT interne limitate per monitorare e implementare i requisiti fiscali di ciascun paese. Pertanto, l’azienda aveva bisogno di una soluzione che le permettesse di adattarsi al panorama in continua evoluzione dell’America Latina e si integrasse ai sistemi SAP ERP in uso.

Data la vasta portata delle sue operazioni in America Latina, Brown-Forman aveva bisogno di un esperto in materia. Inoltre, durante la sua forte espansione, l’azienda richiedeva una struttura dei costi prevedibile.

“Poiché Sovos fornisce aggiornamenti di rete e configurazioni di SAP ERP, siamo stati in grado di lavorare con un unico fornitore in più paesi e di gestire con sicurezza le modifiche alla Nota Fiscal del Brasile e alla legislazione sul sistema “CFDI” in Messico“.

Randy Isdahl

Direttore del processo dell’architettura SAP, Brown-Forman

I vantaggi

Sovos offre a Brown-Forman un monitoraggio e un supporto costanti, garantendo un risultato incredibile: zero interruzioni aziendali relative alla conformità. Inoltre, la soluzione fornita da Sovos si integra perfettamente ai sistemi in uso di Brown-Forman, consentendo all’azienda di gestire la conformità multinazionale direttamente all’interno del sistema SAP interno.

I risultati

Grazie alla soluzione offerta da Sovos per la compliance della fatturazione elettronica, Brown-Forman è riuscita a ridistribuire le risorse nelle funzioni aziendali principali, incluse le fatture a credito e debito, e a concentrarsi sulla catena di approvvigionamento e sui miglioramenti logistici. Inoltre, la partnership ha consentito di fare a meno degli aggiornamenti SAP e di evitare gli oneri del reparto IT causati dalle normative sulla fatturazione elettronica in costante evoluzione.

Perché Sovos?

Brown-Forman ha scelto le soluzioni regionali di fatturazione e contabilità elettronica di Sovos per semplificare le attività relative alla compliance in Brasile e Messico. L’azienda era alla ricerca di una soluzione utile per ridurre il capitale delle risorse umane e gli investimenti tecnologici e la piattaforma SaaS di Sovos è stata fondamentale per raggiungere questo obiettivo.

W.R. Grace alleggerisce le attività di manutenzione dell’ERP grazie a Sovos

caso di studio

W.R. Grace & Co.

Sovos ha alleggerito la gestione delle modifiche SAP e della manutenzione interna di W.R. Grace & Co., consentendo all’azienda di concentrarsi sulle sue iniziative di espansione globale.

Riepilogo

Sfide aziendali

  • Molteplici soluzioni on-premise

  • Assistenza complicata a causa della mancanza di competenza in materia

  • Aggiornamenti non programmati alla soluzione SAP a seguito della modifica dei requisiti normativi locali

Soluzione

W.R. Grace ha optato per la soluzione di rendicontazione aziendale nei confronti del governo di Sovos per gestire la compliance di:

  • Brazil’s Nota Fiscal
  • Mexico’s eContabilidad

Vantaggi

  • La piattaforma regionale di Sovos funziona alla perfezione con la soluzione SAP

  • La modifica delle normative può essere implementata senza interruzioni dell’attività

  • Un sistema di registrazione non implica incoerenze nella rendicontazione nei confronti del governo

L'azienda

W.R. Grace & Co è leader mondiale nella produzione di materiali e prodotti chimici. Offre articoli, tecnologie e servizi innovativi che migliorano i prodotti e i processi dei clienti in oltre 150 paesi. Grace può contare sul contributo di circa 6500 persone in più di 40 paesi.

La sfida

In termini di compliance, W.R. Grace ha dovuto esaminare attentamente la maniera in cui gestiva il complesso ed esigente panorama normativo dell’America Latina. Ogni paese latinoamericano in cui operava Grace aveva implementato un diverso mandato di fatturazione elettronica on-premise. I requisiti normativi in vigore e le frequenti modifiche nel settore della compliance stavano causando molteplici problemi aziendali in tutta l’organizzazione, tra cui:

  • La necessità di aggiornare ogni soluzione in base alle modifiche costanti delle normative riguardanti i rapporti tra aziende e governo
  • La mancanza di conoscenza dei processi locali e delle soluzioni di fatturazione elettronica individuali
  • Le attività non programmate per aggiornare le soluzioni SAP in funzione delle peculiarità di ogni paese

La soluzione

Qualora una delle soluzioni di fatturazione elettronica avesse fallito, l’impatto di questa complessa infrastruttura tecnologica avrebbe comportato costi di manutenzione più elevati e una maggiore esposizione agli arresti operativi, costringendo così l’azienda a cercare una soluzione locale in tutta l’America Latina. Una delle esigenze principali di Grace era una piattaforma regionale in grado di funzionare perfettamente con la SAP ERP.

“Abbiamo scelto [Sovos] perché offre un’unica piattaforma per la gestione dei requisiti normativi regionali, tra cui la Nota Fiscal del Brasile e il CFDI del Messico. Le soluzioni Sovos sono studiate specificamente per le multinazionali operanti in un panorama ERP SAP globale”.

Srini Vanga

Responsabile delle applicazioni aziendali presso W.R. Grace & Co.

I risultati

L’integrazione on-premise con il cloud alleggerisce la gestione interna delle modifiche e della manutenzione SAP. Il vantaggio aggiuntivo della soluzione SAP è il sistema di registrazione della rendicontazione nei confronti del governo, che riduce drasticamente i rischi e i costi di compliance relativi alle normative locali in vigore in tutta l’America Latina.

Dopo aver risolto l’annoso problema della compliance legata ai paesi dell’America Latina, Grace può ora destinare le risorse interne all’innovazione globale anziché alle costanti modifiche regionali alla soluzione SAP.

Perché Sovos?

W.R. Grace ha valutato varie opzioni e alla fine ha scelto la piattaforma di rendicontazione aziendale nei confronti del governo di Sovos. In questo modo, l’azienda ha trovato un alleato incredibile in termini di fatturazione elettronica e ha implementato la nuova soluzione in Messico e Brasile.

La piattaforma cloud di Sovos semplifica gli obblighi legati alla compliance normativa, consentendo di implementare più rapidamente le modifiche alle normative, con interruzioni minime delle attività. Il supporto quotidiano ai processi e l’integrazione del governo all’interno della soluzione SAP soppiantano la necessità di allocare risorse per monitorare e rispondere in modo proattivo alle modifiche normative di ciascun paese.

Bodybuilding.com alleggerisce il proprio carico fiscale con Sovos

caso di studio

Bodybuilding.com

Bodybuilding.com allevia gli oneri della conformità con una soluzione scalabile e personalizzabile

Riepilogo

Sfide aziendali

  • Bodybuilding.com voleva ampliare la propria portata

  • I complessi requisiti di rendicontazione richiedevano una soluzione completa

Soluzione

  • La soluzione automatizzata per la determinazione della Sales & Use tax e dell’IVA di Sovos è stata implementata in modo semplice e rapido

  • La piattaforma scalabile e personalizzabile cresce con l’espansione di Bodybuilding.com

Vantaggi

  • Maggiore precisione e un minor rischio di errori

  • Il personale ora ha più tempo per concentrarsi sulla crescita dell’attività

L'azienda

Bodybuilding.com è un grande fornitore di integratori per la salute e il fitness, che vende esclusivamente online. L’azienda, che dispone di più uffici in tutto il mondo, aveva bisogno di un partner per la conformità per gestire le proprie esigenze in materia di imposte indirette sulla sua crescente attività di e-commerce. Data la natura internazionale dell’impresa e la necessità di avere a che fare con più giurisdizioni fiscali, era importante affidarsi a un partner per la conformità end-to-end che aiutasse a ottenere una crescita e un successo duraturi.

La sfida

Prima di collaborare con Sovos, Bodybuilding.com richiedeva ai propri clienti internazionali di valutare e versare in autonomia le imposte sulle vendite per i propri acquisti. Pur semplificando l’attività del proprio team interno, però, questo ha portato a maggiori inesattezze e feedback negativi da parte di clienti scontenti. L’azienda aveva bisogno di una soluzione affidabile e facile da usare, in grado di aumentare l’accuratezza e contenere il rischio di audit.

La soluzione

Implementando la nostra soluzione per la determinazione della Sales & Use tax e dell’IVA, Bodybuilding.com ora beneficia di una maggiore precisione, grazie all’automazione e ai codici per merci e servizi di Sovos. Sovos offre coerenza e controllo nella gestione delle imposte su vendite, uso e valore aggiunto. Il sistema adattabile, personalizzabile e scalabile è l’ideale per Bodybuilding.com. Man mano che continua a espandersi, Bodybuilding.com può semplicemente “attivare” i nuovi prodotti e giurisdizioni applicabili, come ha appena fatto in Francia. Grazie alle soluzioni Sovos, Bodybuilding.com può rispettare tutti i regolamenti fiscali applicabili e le crescenti esigenze di conformità.

“Abbiamo scelto Sovos rispetto ai suoi concorrenti per la facilità d’uso e l’implementazione rapida del software. Il nostro team IT ha ritenuto di poter utilizzare Sovos in maniera più efficace. L’integrazione ha richiesto meno codifiche e meno tempo per l’implementazione, un’interfaccia intuitiva”.

Steve Brooke

Assistant Controller, Bodybuilding.com

I risultati

La partnership di Bodybuilding.com con Sovos ne ha alleggerito gli oneri di conformità, aumentandone in modo sostanziale l’accuratezza e consentendo di lasciare al personale dei reparti fiscale e finanziario più tempo per concentrarsi su compiti più importanti. I dipendenti sono così in grado di fornire contributi più concreti e orientati alla crescita.

A causa di frodi all’imposta sul valore aggiunto (IVA), relativa evasione ed elusione e per via di sistemi di riscossione fiscale inadeguati, ogni anno i paesi dell’Unione europea (UE) devono far fronte a miliardi di euro di perdite IVA. Nel 2016, il divario IVA nell’UE ammontava a 159,5 miliardi di euro, pari al 14 % del gettito IVA atteso. Di conseguenza, i paesi UE hanno introdotto diverse misure per incrementare l’adempimento IVA e rendere i sistemi dedicati più resistenti alle frodi. Una di queste misure è il meccanismo di scissione dei pagamenti.

Che cos’è la scissione dei pagamenti?

Il meccanismo di scissione dei pagamenti altera la normale riscossione IVA separando il pagamento della base imponibile (ad esempio il prezzo del prodotto al netto dell’IVA) dal pagamento dell’ammontare IVA. Esistono alcune varianti, ma generalmente il cliente paga una fattura su due conti separati: l’ammontare netto viene versato sul conto bancario commerciale del fornitore, mentre l’ammontare IVA viene versato direttamente su un conto bancario dedicato del fornitore, chiamato conto IVA. Nella pratica, il pagamento sarà unico e sarà la banca a occuparsi della scissione.

La scissione dei pagamenti è considerata uno strumento per combattere frodi e inadempimenti IVA in grado di impedire ai fornitori di addebitare l’IVA e scomparire senza dichiarare o pagare il dovuto all’autorità fiscale ("frode dell’operatore inadempiente"). Differisce dalla normale procedura europea di riscossione dell’IVA, che si affida alla riscossione da parte del venditore e alla rimessa periodica dell’IVA da parte di operatori registrati.

A dicembre 2017, la Commissione europea ha portato a termine un esauriente studio sulla scissione dei pagamenti, volto a progettare e determinare scenari tecnicamente e legalmente attuabili per utilizzare un meccanismo di scissione dei pagamenti come strumento di riscossione IVA. Lo studio ha rilevato che:

“…non sussiste alcuna prova evidente del fatto che i benefici derivanti dalla scissione dei pagamenti possano essere superiori ai costi. Tra i principali effetti riscontrati c’è il fatto che un più ampio campo di applicazione della scissione dei pagamenti potrebbe comportare una maggiore riduzione del divario IVA, ma aumenterebbe in modo significativo i relativi costi amministrativi”. [fonte]

I paesi UE dotati di meccanismo di scissione dei pagamenti

Nonostante la valutazione inconcludente della Commissione europea, i meccanismi di scissione dei pagamenti sono attualmente in uso in tutto il mondo, principalmente al di fuori dell’UE. Nell’UE, l’Italia e la Romania hanno attuato meccanismi di scissione dei pagamenti mentre la Polonia ha in previsione di fare lo stesso; il Regno Unito, invece, ha iniziato a prenderli in considerazione. 

Il 1° gennaio 2015, l’Italia ha introdotto un meccanismo di scissione per i pagamenti verso la pubblica amministrazione, ai sensi della legge di stabilità del 23 dicembre 2014, n. 190. L’ambito di applicazione è stato ampliato diverse volte, l’ultima delle quali il 1° gennaio 2018.  Attualmente, viene applicato alle forniture di beni e servizi resi a diverse categorie di enti pubblici, come imprese pubbliche, società speciali, fondazioni e relative partecipate, oltre che alle società inserite nell’indice FTSE MIB. Secondo il funzionamento del sistema in Italia, i fornitori addebitano l’IVA italiana su beni e servizi resi alle entità sopra elencate. Quindi, questi clienti “scindono” il pagamento della fattura, pagando la base imponibile ai fornitori e versando l’IVA su un apposito conto bancario IVA del Ministero del Tesoro.

In Polonia, l’introduzione della scissione dei pagamenti è prevista per il 1° luglio 2018. Diversamente dall’Italia, il regime adottato dalla Polonia non richiede ai clienti di effettuare due diversi pagamenti. Sarà invece richiesto un unico pagamento a favore della banca, che poi lo suddividerà tra due conti separati: uno per l’importo al netto dell’IVA da versare sul conto bancario commerciale del fornitore e uno per l’importo dell’IVA da pagare direttamente su un conto bancario IVA dedicato del fornitore.

L’ambito di applicazione del provvedimento relativo alla scissione dei pagamenti polacco sarà molto più ampio rispetto a quello italiano, in quanto verrà applicato a tutte le attività con partita IVA. D’altra parte, il meccanismo polacco di scissione dei pagamenti sarà facoltativo e l’acquirente potrà applicarlo senza essere obbligato.

In Romania, dal 1° gennaio 2018 è attivo un meccanismo di scissione dei pagamenti per le imprese che superano determinati limiti di IVA da versare. In base al meccanismo di scissione dei pagamenti romeno, i dichiaranti IVA sottoposti all’obbligo sono tenuti ad aprire conti bancari separati per la riscossione e il pagamento dell’IVA. La scissione dei pagamenti ai fini IVA è applicata a tutte le forniture imponibili di beni e servizi che hanno luogo in Romania. Come in Italia ma diversamente dalla Polonia, il meccanismo di scissione dei pagamenti è obbligatorio. I fornitori addebitano l’IVA romena su beni e servizi, quindi il cliente opera la scissione dei pagamenti, trasferendo l’IVA direttamente sul conto bancario IVA del fornitore. Il conto bancario IVA del fornitore può essere utilizzato esclusivamente per pagamenti IVA in entrata e in uscita.

Il Regno Unito ha tenuto una concertazione sull’adozione di un meccanismo di scissione dei pagamenti per far fronte alle frodi IVA in ambito e-commerce. In base a questo meccanismo, l’IVA dovuta sulle forniture online andrebbe pagata direttamente alle autorità fiscali del Regno Unito al momento dell’acquisto. In Regno Unito si discute di diverse questioni:

La HMRC (Her Majesty’s Revenue and Customs, corrispondente britannico dell’Agenzia delle Entrate) ha presentato una prima proposta in merito al funzionamento del meccanismo di scissione dei pagamenti intitolata “Alternative method of VAT collection – split payment” (“Metodo alternativo di riscossione dell’IVA: scissione dei pagamenti”), disponibile per la valutazione da parte del pubblico fino al 29 giugno 2018. La proposta dell’HMRC prevede che il commerciante identifichi ed esegua la scissione dei pagamenti per le transazioni relative ai residenti nel Regno Unito e che i fornitori di servizi di pagamento identifichino e provvedano alla scissione dei pagamenti per le transazioni relative a soggetti non residenti. È prevista la compilazione di un registro approvato delle società di pagamento (sia commercianti sia fornitori di servizi di pagamento) che avrebbero facoltà di eseguire la scissione dei pagamenti. Per quanto riguarda i venditori oltreoceano, per ogni pagamento, l’emittente della carta dovrà controllare se sarà una società di pagamento approvata a doversi occupare della scissione di un determinato pagamento. In tal caso, l’emittente della carta trasferirà l’intero pagamento alla società responsabile, la quale provvederà quindi a scindere l’IVA, pagarla direttamente all’HMRC e trasferire il saldo sul conto bancario del venditore oltreoceano. In caso contrario, l’emittente della carta dovrà scindere l’IVA, pagarla direttamente all’HMRC e trasferire il saldo alla società di pagamento non approvata che, a sua volta, lo trasferirà alla banca del venditore oltreoceano. Infine, l’HMRC accrediterà sul conto bancario IVA britannico del venditore l’importo IVA riscosso.

L’impatto della scissione dei pagamenti sulle imprese

Con un meccanismo di scissione dei pagamenti, i fornitori potrebbero essere soggetti a un flusso di cassa negativo. Nonostante i fondi depositati sul conto IVA appartengano al fornitore, questi non potrà utilizzarli liberamente, bensì potrà spenderli soltanto per specifiche finalità previste dal regime normativo. In Polonia, le imprese possono utilizzare i fondi soltanto per versare l’IVA sul conto IVA di chi emette la fattura e per versarla alle autorità fiscali.

In Italia, hanno registrato molto ritardo nell’elaborazione dei rimborsi a favore delle imprese (fino a 90 giorni dalla richiesta di rimborso IVA trimestrale). Questo ritardo consente alle autorità di trattenere l’IVA in entrata per un periodo di tempo più lungo, guadagnando sugli interessi a favore della pubblica amministrazione, ma andando a influire al contempo sul flusso di cassa delle imprese italiane. Per una stima esaustiva delle implicazioni comportate da un sistema di scissione dei pagamenti per il flusso di cassa, vanno considerati i costi inerenti i prestiti, sia per le imprese sia per la pubblica amministrazione.

Per determinare l’impatto sulle imprese, la Commissione europea ha preso in considerazione una serie di fattori e modelli inerenti il meccanismo di scissione dei pagamenti. L’impatto della scissione dei pagamenti su diversi tipi di impresa varia a seconda di diversi fattori, tra cui il tipo di transazione, l’attribuzione della responsabilità per un determinato pagamento, se si tratta di una transazione oltre confine e i costi di adempimento che le aziende dovranno sostenere per implementare le migliori pratiche legate alla scissione dei pagamenti. 

Agisci

Nell’Unione europea, la scissione dei pagamenti sta emergendo come nuovo meccanismo di riscossione dell’IVA.  Le imprese devono restare all’erta e essere in grado di adattarsi per far fronte al panorama in costante evoluzione degli adempimenti IVA. Contattaci per sapere in che modo possiamo aiutare la tua impresa a non rimanere indietro.

Royal Philips passa a SaaS con Sovos

caso di studio

Royal Philips

Royal Philips adesso può fare a meno della manutenzione manuale dell’infrastruttura e ha migliorato il processo di rendicontazione, implementando la soluzione di rendicontazione aziendale nei confronti del governo di Sovos.

Riepilogo

Sfide aziendali

  • Philips disponeva di oltre 140 sistemi legacy, che creavano enormi grattacapi in termini di supporto e necessitavano di notevoli risorse interne.

  • La piattaforma on-premise esistente dell’azienda aveva bisogno di un aggiornamento significativo per elaborare le NF-e imminenti (Nota Fiscal Eletrônica).

Soluzione

  • La piattaforma di rendicontazione aziendale nei confronti del governo di Sovos ha sostituito la soluzione on-premise obsoleta, evitando di dover intervenire manualmente sull’infrastruttura.

Vantaggi

  • Philips ha registrato una riduzione dell’80 % dei costi di manutenzione e un aumento del 25 % della produttività dei dipendenti.

  • L’azienda ha tratto beneficio dall’automazione dei processi di rendicontazione, riducendo le risorse interne dedicate a questa attività.

L'azienda

La missione di Royal Philips, Paesi Bassi, è migliorare la vita delle persone attraverso un’innovazione unica nei settori dell’assistenza sanitaria, dello stile di vita dei consumatori e dell’illuminazione. Con sede ad Amsterdam, l’azienda è leader nel settore della cardiologia, della terapia intensiva e dell’assistenza sanitaria a domicilio. Inoltre, offre soluzioni e sistemi di illuminazione con elevata efficienza energetica, tecnologie per la rasatura e la depilazione maschile e opera nel campo dell’assistenza sanitaria orale.

La sfida

L’architettura globale e il reparto IT di Philips si dedicano alla fornitura di servizi di innovazione e supporto a varie unità aziendali operanti in tutto il Brasile. Tuttavia, le tecnologie utilizzate mostravano segni di obsolescenza e costituivano un peso notevole per l’azienda, perché gli oltre 140 sistemi legacy di Philips richiedevano tanta manodopera per completare la manutenzione annuale ordinaria. Il problema si è aggravato ulteriormente quando l’attuale sistema on-premise di Philips ha richiesto un aggiornamento.

La soluzione

Philips doveva aggiornare profondamente il sistema utilizzato per l’emissione di fatture elettroniche (NF-e) e mantenere intatta la sua infrastruttura. In alternativa, doveva trovare una soluzione SaaS in grado di eseguire i processi aziendali in maniera più efficiente. Dopo aver analizzato il mercato, l’azienda ha trovato una soluzione: abbandonare le pratiche obsolete.

“L’ostacolo più grande era costituito dalla nostra architettura e da una strategia IT globali basate su una piattaforma ERP. Il team internazionale non solo ha approvato l’adozione del sistema [Sovos], ma la soluzione è diventata parte della nostra strategia globale”.

Alexander Quinze

CIO e responsabile dell’eccellenza operativa di Royal Philips

I vantaggi

Grazie all’implementazione della soluzione di rendicontazione aziendale nei confronti del governo di Sovos, Phlips ha registrato una riduzione dell’80 % dei costi di manutenzione, poiché non si è più dovuta occupare della gestione dell’infrastruttura. Inoltre, l’azienda ha potuto esonerare molte risorse interne dal noioso obbligo della rendicontazione.

I risultati

Grazie alla disponibilità e all’affidabilità della piattaforma offerta da Sovos, Philips ha ottenuto un aumento del 25 % della produttività tra i dipendenti di tutte le unità aziendali operanti in Brasile. Il processo di migrazione è stato fluido e non ha sortito alcun effetto sulle attività quotidiane degli utenti. Inoltre, le operazioni in corso sono coordinate da un team di supporto aziendale con un Accordo sul livello del servizio (SLA) del 99,9 %.

A causa della natura senza precedenti del prodotto, il team IT di Philips ha sottoposto ad analisi approfondite la soluzione offerta da Sovos. A seguito della valutazione, i team hanno richiesto solo una piccola modifica nell’architettura finale (per un requisito di sicurezza specifico dell’azienda). L’implementazione in Brasile si è rivelata un successo e ha offerto a Philips l’opportunità di implementare la soluzione in altri paesi dell’America Latina.

Perché Sovos?

Dopo un processo di selezione che ha coinvolto quattro diversi fornitori, Philips ha scelto la piattaforma regionale di rendicontazione aziendale nei confronti del governo di Sovos. L’azienda ha apprezzato molto la capacità di Sovos di automatizzare i processi di rendicontazione e fare a meno dell’esecuzione manuale della manutenzione su un sistema complesso.

Il progetto si è diviso in due fasi: l’emissione di NF-e ha costituito la prima priorità, mentre l’implementazione all’interno dell’organizzazione è avvenuta gradualmente nel corso di tre mesi.